Medicina a Treviso, Zaia: «Niente accordo con il Governo, andremo in tribunale»

Il presidente del Veneto pronto a portare il caso del corso di laurea magistrale davanti alla Corte costituzionale. Il commento del Pd: «Così rischia di non partire l'anno accademico»

«Lunedì 15 giugno abbiamo avuto l'incontro con i ministri Boccia, Gualtieri e Speranza, ma non è stato trovato un accordo per l'istituzione del corso di laurea in Medicina e chirurgia a Treviso. La Regione non arretra di un millimetro, e quindi andremo in tribunale: davanti alla Corte Costituzionale». A dirlo è il presidente del Veneto, Luca Zaia nel corso del consueto punto stampa di martedì 16 giugno.

«Il mio auspicio è che si trovi una soluzione, ma noi andremo avanti comunque perché, ricordo, si tratta di un corso di 60 posti del Corso di laurea in Medicina, in accordo con l'università di Padova, e che vuole dare una risposta alle richieste del territorio, anche in vista della realizzazione del nuovo ospedale di Treviso, da mille posti letto con reparti di alta specializzazione e che hanno bisogno di medici laureati ad alta specializzazione» ha concluso il governatore.

Il sindaco Conte: «Atteggiamento incomprensibile»

«Non capiamo l’atteggiamento del Governo che sta negando al Veneto, a Treviso e a centinaia di aspiranti medici la possibilità di formarsi nella Marca». Così il sindaco di Treviso, Mario Conte, dopo la presa di posizione del Governo contro la legge regionale che istituisce il corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, confermata all’esito dell’incontro di ieri fra Regione Veneto e rappresentanti del Ministero delle Finanze e Miur. «Siamo a fianco della Regione e del Presidente Zaia in questa partita: l’Università rappresenta una grande possibilità di sviluppo per Treviso nella sua nuova dimensione universitaria oltre che la sede perfetta per un polo accademico e di ricerca di eccellenza quale sarà la nuova Cittadella della Salute» 

Il Pd: «Laurea a Treviso è elemento accessorio»

«Prima ancora del corso di laurea in Medicina, la cui programmazione come ben sa il rettore di Padova è stabilita a livello nazionale, ciò che serve è aumentare i posti nelle scuole di specializzazione, le uniche in grado di garantire la formazione dei dirigenti medici. Di questo il Veneto ha bisogno come il pane. Il corso di laurea in Medicina a Treviso è un elemento accessorio su cui è urgente trovare una soluzione alternativa sulle risorse: non possiamo sottrarre fondi all’assistenza dei cittadini perché stiamo parlando di università e non di servizio sanitario. È questo Zaia  lo sapeva e lo sa bene. Noi siamo disponibili a tornare in Consiglio per modificare la norma finanziaria, perché andando avanti col contenzioso legale non si riuscirà certo ad aprire le aule a settembre». È quanto afferma il capogruppo del Partito Democratico, Stefano Fracasso, a proposito dell’impugnativa da parte del Governo del Pdl relativo al corso di laurea in Medicina e Chirurgia presso l'azienda Ulss 2 e il ricorso annunciato dalla Regione.

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«Il corso è una risposta parziale alla formazione e per questo lo scorso aprile abbiamo votato con convinzione a favore; c’è un gran bisogno di formare nuovi studenti in medicina, ma non possiamo finanziarlo con i fondi destinati ai servizi sanitari e ospedalieri, è chiaramente un controsenso. Il Governo ha ragione e le impuntature di Zaia sono pretestuose. Aprire il contenzioso davanti alla Corte Costituzionale non agevolerà l’inizio del corso il prossimo autunno, ma servirà ad allungare i tempi e ad uscire sconfitti in Corte, che in questo senso si è espressa più volte. Se l’obiettivo è aumentare il numero degli studenti in medicina - l’appello del capogruppo dem - facciamo insieme un piccolo sforzo. Se invece si cerca un motivo di conflitto con il Governo da usare anche in campagna elettorale, la strada del ricorso è giusta per andare a sbattere, anche se l’esito lo conosceremo solo dopo le elezioni di settembre. Ma non porterà ad alcun risultato per la sanità veneta».

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