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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Attualità San Zenone degli Ezzelini

Messa contro il Ddl Zan: «Aberrante pregare perché le persone siano discriminate»

Il Coordinamento Lgbte di Treviso si è scagliato contro il parroco di San Zenone e la Diocesi che ha poi sospeso la celebrazione. Al sindaco Marin arriva anche l'appoggio del PD: «Il gesto è provocatorio e divisivo»

“Dobbiamo certamente mantenere la preghiera perché i governanti giungano a leggi giuste, ed è la preghiera affinché le posizioni seriamente argomentate possano venire riconosciute, in un contesto di discussione democratica franco e anche serrato, senza pregiudiziali ideologiche e chiusure preconcette”. E’ questa la riflessione del vicario generale della diocesi di Treviso, mons. Giuliano Brugnotto, a margine della vicenda della “messa di ringraziamento per il blocco del Ddl Zan” promossa dal parroco di San Zenone degli Ezzelini. La stessa messa, nelle prime ore di stamattina, è stata sospesa, per evitare strumentalizzazioni in contrasto con la celebrazione eucaristica.

Aggiunge mons. Brugnotto: “Certamente non sembra opportuno un utilizzo strumentale della celebrazione eucaristica relativamente a una questione politica. Più che un ringraziamento, dispiace che in questo periodo non si sia attivato sul tema un dialogo aperto in Parlamento, così da produrre una legge capace di rispettare e tutelare tutte le persone. I diritti delle persone, infatti, debbono essere riconosciuti - ribadisce mons. Brugnotto -: da un lato c’è sicuramente quello di vivere senza subire violenza e discriminazione, ma dall'altro anche quello della libertà di espressione. Resta vero quanto affermato dal presidente dei vescovi italiani, il card. Gualtiero Bassetti: ‘Tra l’approvazione di una normativa ambigua e la possibilità di una riflessione diretta a un confronto franco, la Chiesa sarà sempre a fianco del dialogo e della costruzione di un diritto che garantisca ogni cittadino nell’obiettivo del rispetto reciproco’”.

La risposta del Partito Democratico

"Mi sento in dovere di manifestare totale contrarietà nei confronti dell’iniziativa assunta dal parroco di San Zenone degli Ezzelini, don Antonio Ziliotto. Il gesto è provocatorio e divisivo. A questo riguardo esprimo la mia solidarietà al sindaco Fabio Marin e a tutte quelle persone che hanno dovuto subire nella loro vita discriminazione, odio e addirittura violenza per il solo fatto di essere sé stessi”. Lo dichiara Giovanni Zorzi, segretario provinciale del Partito Democratico di Treviso, commentando la decisione del parroco del paese trevigiano di celebrare una messa di ringraziamento per il blocco del Ddl Zan. “Pur nel rispetto delle sensibilità di ciascuno, mi chiedo come si possa arrivare a organizzare una cerimonia di ringraziamento perché non è stata adottata una legge che mirava ad allargare i diritti e le tutele contro i crimini d’odio”, incalza Zorzi. 

Il Coordinamento LGBTE di Treviso

“Una visione molto fantasiosa quella di Don Antonio Ziliotto che vede tra gli applausi in quell’aula del Senato che ha affossato il Ddl Zan le mani di Dio. Il solo pensiero che si preghi perché le persone continuino a essere discriminate, costrette alla paura e a volte all’infelicità di vivere nell’ombra lo troviamo sconcertante quanto aberrante”. Commenta così Valentina Pizzol del Coordinamento LGBTE di Treviso alla notizia della santa messa di ringraziamento per il blocco del disegno di legge contro le discriminazioni, Ddl Zan, che verrà officiata oggi, mercoledì 10 novembre, nella località trevigiana.

“A pensar male, una messa di ringraziamento per il blocco del disegno di legge contro le discriminazioni ci sembra, più che altro, una mossa politica del parroco di San Zenone contro il sindaco Fabio Marin, che ha deciso di esprimere apertamente e liberamente la propria vita agli occhi dei suoi concittadini - ha aggiunto Valentina Pizzol”. “La reazione dell’intera comunità all’affossamento del Ddl Zan è arrivata pochi giorni dopo, quando i trevigiani con le loro famiglie sono scesi in piazza Santa Maria dei Battuti nel capoluogo per manifestare il disappunto a questa penosa vicenda - ha continuato Pizzol -. L’episodio che vede oggi coinvolto il parroco di San Zenone fa eco a quello che abbiamo visto accadere nell’aula del senato e che non avremmo voluto sentire risuonare nel nostro territorio”.

“Ci uniamo allora al sindaco Marin del Comune di San Zenone, nell’esprimere amarezza e contrarietà per un gesto così infelice nei riguardi di chi cerca di raggiungere la parità dei diritti in un contesto laico, parità che ancora viene negata - conclude Pizzol”. “Mi consola pensare che la Chiesa oggi vada comunque in una direzione diversa da quella dove vuole spingerla il parroco di San Zenone – conclude il segretario del Pd trevigiano -. Per di più, fa specie che la messa venga celebrata il giorno dopo che il parlamento ha approvato, anche con il voto favorevole della Lega, nel decreto ‘infrastrutture’ il divieto di qualsiasi forma di pubblicità il cui contenuto proponga messaggi discriminatori con riferimento, tra i vari motivi, proprio all’identità di genere. È bene che qualcuno avvisi don Ziliotto di correggere il suo bollettino parrocchiale. L’identità di genere è già nel nostro ordinamento da un pezzo e l’affossamento della legge Zan ha solo lasciato più solo e indifeso chi per il proprio orientamento sessuale o per disabilità si trova esposto a odio e discriminazione”.

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