Metalmeccanici, assemblee e scioperi in arrivo nella Marca

Per il sindacato è necessario riconoscere gli aumenti dei minimi salariali e difendere l’occupazione con il blocco dei licenziamenti. Sciopero nazionale di categoria il 5 novembre

Operaio al lavoro (Immagine d'archivio)

Contratto collettivo nazionale di lavoro: al via nel trevigiano la campagna di assemblee unitarie dei lavoratori metalmeccanici, rigorosamente nel rispetto delle norme anti-Covid.

Al blocco degli straordinari e della flessibilità già in atto, si somma la proclamazione di 2 ore di stop, programmate a livello aziendale nel corso delle prossime settimane, in preparazione dello sciopero nazionale unitario di categoria di 4 ore del 5 novembre. Al centro della vertenza l’aumento dei minimi salariali per il rilancio dell’economia e dei consumi, la difesa dell’occupazione con il blocco dei licenziamenti, la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Inoltre, la Fiom Cgil di Treviso su questi punti ha convocato l’assemblea generale di categoria il prossimo 30 ottobre per discuterne con il gruppo dirigente di base della categoria. Le richieste salariali per il sindacato sono fondamentali: l'incremento dei minimi contrattuali dell’8% per ridistribuire la ricchezza prodotta in questi anni e non riconosciuta a livello aziendale. “Federmeccanica e Assistal sin dal primo incontro, di un anno fa, non hanno mai affrontato il merito delle nostre rivendicazioni e la trattativa non è mai realmente decollata - spiega Enrico Botter, segretario generale Fiom Cgil di Treviso - L’incertezza determinata dalla crisi sanitaria, economica e sociale non può essere un alibi e non può continuare a ricadere sulle spalle dei lavoratori. Il Contratto collettivo nazionale di lavoro è lo strumento in grado di dare certezze economiche e normative a tutti i metalmeccanici. Chiediamo garanzia di diritti e salario reale, sostenendo la ripresa dei consumi e lo sviluppo di politiche di rilancio dell’industria, dell’occupazione, dell’innovazione.

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Estendere veramente la contrattazione di secondo livello, contrastare la precarietà, valorizzare il lavoro garantendo la formazione continua per tutti, adeguare l’inquadramento professionale ai cambiamenti tecnologici, ambientali e digitali dell’industria non sono obiettivi da poco e dovrebbero trovare adesione anche dalle rappresentanze datoriali, mai così chiuse e poco coraggiose come in questi anni – attacca il leader delle tute blu della Marca - È quanto mai necessario affrontare i cambiamenti organizzativi delle imprese, in particolare del manifatturiero, per dare maggiore stabilità al mercato del lavoro, un passaggio indispensabile che non può realizzarsi con un rinnovo contrattuale "senza costi" da parte del mondo dell’industria - conclude Botter - Nell’emergenza sanitaria la trattativa ha subito un’interruzione non più sostenibile. Non possiamo perdere altro tempo, è ora di dare salario, è ora di fare il contratto».

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