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MeVe dei giovani: presentati i lavori dei licei nell'ambito del progetto di Alternanza scuola lavoro

Commenta Monica Celi, direttrice del MeVe: “Questo Memoriale vuol parlare di come fare pace attraverso la storia e mi auguro che l’esperienza di alternanza scuola lavoro per i ragazzi non finisca qui ma continui nella vita di tutti i giorni"

Un Memoriale anche dei giovani: a dimostrarlo i lavori – tutti di assoluta eccellenza – presentati nelle scorse ore al teatro Binotto di Villa Pisani a Biadene di Montebelluna nell’ambito dell’iniziativa «Tutta un’altra ASL - Un memoriale per i giovani», il progetto di Alternanza Scuola-Lavoro ideato da Fondazione di Venezia e Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto, in collaborazione con il Comune di Montebelluna, e rivolto agli studenti degli istituti di istruzione superiore della Regione. Si tratta del primo appuntamento – il secondo è il programma per venerdì 6 giugno – dedicato alla presentazione dei lavori realizzati dai circa 300 studenti delle dieci scuole della Regione che hanno aderito al progetto che ha permesso loro, a seconda delle specifiche competenze messe in campo, di approfondire alcuni contenuti legati al MeVe e alla Grande Guerra, traducendoli in azioni e prodotti fruibili da parte dei visitatori.

Introduce il sindaco di Montebelluna, Marzio Favero: “Perché un luogo come il MeVe dedicato alla Grande Guerra? Perché essa, in realtà non è mai finita, ha figliato la seconda guerra mondiale e quella sequenza di conflitti mondiali che arriva fino all’oggi. Studiarla è necessario per capire il presente anche con riguardo a due due temi politici: quello della nostra identità nazionale e quello dell’Europa. Ricordiamo che al momento della proclamazione del Regno d’Italia nel 1861 solo il 6% della popolazione, la borghesia, era davvero consapevole della nascita di una nuova nazione. Gli umili lo scoprirono soffrendo assieme nelle trincee tra il 1915 ed il 1918. Quanto all’Europa essa nacque come proposta politica per scongiurare nuovi conflitti nel vecchio continente e se il progetto è imperfetto questo significa che abbiamo la responsabilità collettiva di migliorarlo assieme perché in ogni caso ci a regalato oltre 70 anni di pace. Questa importante collaborazione nata tra il MeVe e le scuole sono convinto possa essere utile per mantenere questa consapevolezza e ringrazio istituti, insegnanti e studenti perché hanno contribuito fin dall’inizio a questo progetto in alcuni casi ancora quando era nella fase di gestazione”.

Commenta Monica Celi, direttrice del MeVe: “Questo Memoriale vuol parlare di come fare pace attraverso la storia e mi auguro che l’esperienza di alternanza scuola lavoro per i ragazzi non finisca qui ma continui nella vita di tutti i giorni mettendo in pratica il concetto di pace che si compone di tolleranza, l’incontro, umiltà e capacità di lavorare per un bene comune”. Livia Andrigo, incaricata dell’Ufficio Scolastico Regionale: “Un progetto pensato e studiato nei dettagli ha risposto alle più rosee aspettative con prodotti di alta qualità portati da ragazzi motivati, partecipi ed entusiasti. Congratulazioni ai ragazzi che, con queste opere, rendono ancora più interessante questo luogo della Memoria e della consapevolezza”. Giorgia Mimmo, della Fondazione di Venezia: “Il progetto che nasce più di un anno fa, complesso e articolato, ha permesso agli istituti di ogni indirizzo di mettere in campo conoscenze nate da ricerca e approfondimento e di tradurle in prodotti utili sia a promuovere il memoriale, sia a creare nei ragazzi la consapevolezza che la guerra non è mai una soluzione”.

Nel corso della mattinata sono stati presentati i seguenti lavori: gli studenti della VAPTS dell’Istituto Einaudi Scarpa di Montebelluna hanno presentato il lavoro di ricerca storica e quello di riproduzione delle divise utilizzate nel corso della Grande Guerra, sia dai soldati che delle crocerossine. Un lavoro partito dall’analisi storica, dall’elaborazione grafica dei figurini e fino alla realizzazione del carta modello della divisa (camicia, giacca, pantalone, gilet e dall’abito da crocerossina) e alla loro riproduzione su tessuto. Le due divise saranno esposte in maniera permanente al MeVe. I ragazzi della classe 4CL del Liceo Statale Duca degli Abruzzi di Treviso si sono occupati della traduzione di alcune schede e didascalie in russo ed in spagnolo attraverso un’accurata operazione di traduzione a partire dall’analisi del periodo storico.

Gli studenti dell’Istituto Alberini - indirizzo enogastronomia – di Treviso hanno lavorato su due fronti: una classe di quinta ha lavorato sull’approfondimento Cockatil Martini risalente al 1904. Hanno ricercato le fonti, riprodotto il cocktail, realizzato un video anche nella lingua LIS per favorire l’accessibilità e la trasmissione dei saperi e con sottotitoli in italiano, inglese, francese e tedesco ed. Hanno infine creato, grazie alla collaborazione con l’Istituto Salce di Treviso - un manifesto ed un espositore ispirato allo stile art decò con motivi floreali, tipico dell’epoca. Una classe 4°, invece, ha lavorato invece sul progetto “Dalla drammaturgia al radiodramma” con la produzione di un file audio con letture di brani sulla Prima Guerra Mondiale. I ragazzi hanno selezionato brani che trattano ill tema del cibo sia come oggetto di contesa che come strumento e simbolo di fratellanza: Niente di nuovo sul fronte occidentale, Un anno sull’altopiano e Amici su due fronti.

Il lavoro è stato portato avanti in collaborazione Zelda Teatro che ha tenuto dei corsi di lettura espressiva (regolazione voce, poi su lettura d brani) con gli studenti e con il Teatro delle Voci, uno dei più importanti studi di registrazione europea. Gli studenti Liceo Franchetti di Mestre hanno trattato il tema della propaganda di guerra. La Classe IC ha preparato delle schede tecniche che riguardano la satira, la poesia, i manifesti, e le lettere di propaganda mentre la classe 3B ha eseguito la traduzione di testi in inglese e spagnolo castigliano di alcuni brani di narrativa propagandistica. Per il liceo Pietro Selvatico di Padova sono stati coinvolti gli studenti dell’indirizzo design arte dei metalli e dell’oreficeria e quelli dell’indirizzo design della moda.

I primi hanno riprodotto dei gioielli nello stile liberty dell’epoca. A partire dalla fase progetuale, con gli schizzi che riprendono le forme naturali, al disegno tecnico, al rendering 3d fino alla realizzazione fisica dei gioielli in rame, argento, ottone che sono stati intagliati col traforo e assemblati con pernetti in argento e distanziatori e l’impiego di smalti a grande fuoco dal colore verde e nero che riprendono rispettivamente i colori delle uniformi e del buio della notte. I secondi hanno lavorato sui tessuti e, con la tecnica dello stencil, hanno decorato in stile liberty scialli e cuscini esposti nella sala merchandising del MeVe. Gli studenti della classe 4° Li del Liceo artistico Catullo di Belluno si sono occupati della produzione di un contenuto multimediale, composto di foto, musiche e poesie che racconta la guerra nel fronte bellunese, a partire dai testi di Gino Pasqualotto e grazie al dialogo con l’Istituto per la Resistenza.

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