Mogliano ricorda Don Giuseppe Polo e gli dedica una piazzetta

I suoi tre grandi amori, oltre naturalmente a quello religioso, sono stati i giovani, la scuola e il territorio moglianese

Don Alberto Polo

Un angolo di città dedicato a Don Giuseppe Polo, tra la restaurata "Casa del Campanaro" e il supermercato Cadoro. I suoi tre grandi amori, oltre naturalmente a quello religioso, sono stati i giovani, la scuola e il territorio moglianese. Nato a Venezia il 6 febbraio 1934 in una famiglia profondamente religiosa, Giuseppe Polo amava profondamente i giovani verso i quali non risparmiava le proprie energie. Insegnate all’Astori, seguiva i suoi ragazzi nello studio, nel refettorio e nella ricreazione, coinvolgendo anche le famiglie nelle diverse uscite culturali o ricreative nei luoghi storici del territorio.

Ricorda una mamma che un sabato pomeriggio, caricatosi una scala e degli attrezzi, con un gruppo di suoi allievi si recò a Campocroce in bicicletta a restaurare un capitello: i ragazzi, coinvolti dalla sua personalità, facevano sempre volentieri qualsiasi cosa proponesse. Pur essendo veneziano di nascita Mogliano era diventata la sua terra. La studiava con intelligenza e, attraverso la realizzazione come autore o coautore di una ventina tra libri, pubblicazioni e numerose mostre di carattere storico, la diffondeva agli altri con passione. Viveva in mezzo alla gente dalle cui richieste o attività si lasciava coinvolgere tanto da diventare il “cappellano militare” delle Associazioni d’Arma e socio benemerito della locale sezione dei Fanti. È stato consigliere della Pro Loco e membro della commissione “Premio Giuseppe Berto”. Ha fondato il “Gruppo Ricerca Storica Astori” nel 1975 e ha allestito la “Mostra permanente di reperti archeologici moglianesi”, che i suoi amici gli hanno dedicato, meta continua di studenti del territorio moglianese e di adulti interessati alla storia locale.

Tutta questa sua ricca attività è stata svolta con semplicità e assoluta gratuità, non ha mai chiesto niente in cambio. Ha ricevuto comunque delle benemerenze ufficiali tra cui nel 2000 l’onorificenza di “Cavaliere al merito della Repubblica Italiana” dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi e nel 2007 il “Melvin Jones Fellow”, il più alto riconoscimento lionistico dal Lions Club di Mogliano. Si è commosso quando, alla Fiera del Rosario del 2012, ha ricevuto in premio la targa di benemerenza “La Badessa” per i suoi studi storici moglianesi. Intere generazioni di allievi hanno usufruito della sua grande azione educatrice perché cresciute nel suo carisma e formate dal suo insegnamento. Al suo funerale la chiesa dell’Astori non è riuscita a contenere tutti i convenuti a chiara dimostrazione di quanto fosse amato dai suoi ragazzi, dalle loro famiglie e dai moglianesi.

Ricorda il fratello Marco: “La sua è stata una vita all’insegna della sobrietà rifiutando beni non indispensabili. Il voto di povertà lo ha vissuto appieno riducendo i costi anche per gli studenti che portava nelle numerose uscite”. Domenica 1° novembre il sindaco Davide Bortolato scoprirà la targa a lui intitolata, cui seguirà la benedizione della piazzetta e della targa da parte del Parroco Don Samuele Facci e dei brevi interventi del Direttore dell'Astori Don Dino Marcon, di un componente del Gruppo Ricerca Storica Astori e del sindaco della città di Mogliano Veneto.

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