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Domenica, 28 Novembre 2021
Attualità Mogliano Veneto / Via Antonio Rosmini

Mogliano: rifiuti tossici interrati, vietata l'acqua di falda

L'allarme dall'analisi dei pozzi spia. Nell’estate del 2019, durante dei lavori edilizi dopo la demolizione di una casa privata in via Rosmini, si erano sprigionati forti odori provenienti dal terreno sottostante al fabbricato demolito

A scopo cautelativo è stata emessa un’ordinanza sindacale a seguito di analisi condotte su alcuni pozzi spia nell’area inquinata di via Rosmini nel quartiere Centro Nord di Mogliano. Lo spiacevole fatto è emerso nell’estate del 2019 quando, durante dei lavori edilizi a seguito della demolizione di una casa privata in via Rosmini, si sono sprigionati forti odori provenienti dal terreno sottostante al fabbricato demolito, un’abitazione singola degli anni '50.

Il Comune da subito si è attivato con la fondamentale collaborazione degli Enti quali ARPAV, Provincia di Treviso, Regione Del Veneto e Ulss 2 Marca Trevigiana affinché si potesse desumere in maniera celere la tipologia e l’entità del fenomeno inquinante; purtroppo non è stato possibile risalire al soggetto che ha causato l’inquinamento ma tempestivamente furono emesse ordinanze per bloccare i lavori sul sito interessato e per mettere in sicurezza con appositi teloni impermeabili il terreno proprio per contrastare la potenziale minaccia e per garantire la salute pubblica e ambientale. Il Comune ha poi attivato celermente un percorso di analisi per conoscere qualità e quantità di inquinamento tramite indagini preliminari sulle matrici ambientali dell’area. Il Comune ha avviato due tipologie di indagine: un sondaggio geognostico per prelevare campioni di terreno e la realizzazione di piezometri per campionare l’acqua di falda freatica. Indagini condotte nelle aree pubbliche circostanti il sito inquinato: per questa attività il Comune di Mogliano Veneto ha potuto beneficiare di un contributo Regionale pari a 124mila euro su un totale speso di 155mila euro. Le indagini hanno purtroppo confermato la presenza di inquinanti come alifatici clorurati e idrocarburi in quantità superiore al limiti di legge.

Il sindaco Davide Bortolato ha quindi emesso una specifica ordinanza di divieto di emungimento. Il Comune, di concerto con gli enti preposti e supportato da consulenti tecnici specializzati, ha in programma una nuova serie di indagini ambientali con il fine di ottenere un quadro completo della situazione. L’ordinanza sindacale riguarda un’area ben circoscritta del quartiere Centro-Nord. Per fortuna l’inquinamento riguarda solamente le acque di prima falda ovvero con una profondità non superiore ai 10 metri; le falde sono impermeabili tra loro e di conseguenza le falde più profonde, importanti per le acque alimentari, non sono intaccate.

«Stiamo sicuramente parlando di una eredità pesante che ci arriva dal passato - dichiara il Sindaco Davide Bortolato - probabilmente si tratta di scarti industriali inquinanti prodotti da qualche industria ignota che criminali ambientali hanno pensato di interrare in via Rosmini ancora prima che venisse costruito il quartiere negli anni '50. Stiamo lavorando per circoscrivere il problema e per mettere in campo tutte le azioni necessarie per risolverlo. L’ordinanza ha uno scopo cautelativo, ci siamo già attivati presso tutti gli
Enti competenti per avviare tutte le misure necessarie il più rapidamente possibile».

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