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Sabato, 13 Aprile 2024
Attualità Montebelluna

Domanda e offerta di lavoro per i giovani, al via il progetto Match point

Un’iniziativa dei Comuni dell’Area Montebellunese, con le imprese, con il coordinamento della Cooperativa La Esse e delle associazioni di categoria del territorio

Si chiama “MATCH POINT”: un nome che contiene una promessa e anticipa una sfida, quella di favorire il dialogo tra i giovani e le aziende del territorio montebellunese per creare nuove strategie di incrocio domanda/offerta in campo lavorativo. Un’iniziativa che nasce come “spin off”, derivazione del Progetto RADAR, avviato qualche anno fa su input del tavolo di lavoro Politiche giovanili  dei 10 Comuni dell’Area Montebellunese (Altivole, Cornuda, Crocetta del Montello, Giavera del Montello, Maser, Montebelluna, Nervesa della Battaglia, Pederobba, Trevignano, Volpago del Montello), assieme alle imprese, con il coordinamento della Cooperativa La Esse e a cui hanno aderito nel luglio 2021 anche le associazioni di categoria del territorio ((Cia, Coldiretti, ConfAgricoltura, Cna, Confartigianato, Ascom).

Negli anni il progetto Radar, che opera gratuitamente, ha confermato l’aumento del numero di offerte raccolte: 56 nel 2022 contro le 51 nel 2021 (picco del triennio precedente), 31 nel 2020. Ha coinvolto e colloquiato nell’ultimo anno 166 persone, ciononostante segnala maggiori difficoltà nell’incrocio domanda/offerta per cui alcune ricerche risultano molto attraenti mentre molte vanno deserte.

Un dato in linea con l’andamento generale, dettato anche dal grande impatto prodotto dalla pandemia anche sul mondo del lavoro, per cui Progetto Radar sta intercettando e rilevando bisogni urgenti: da un lato il target giovanile (18-35) manifesta disorientamento rispetto alle prospettive di lavoro futuro, unitamente ad un significativo livello di inadeguatezza nelle modalità di approccio all’iter di selezione.

Dall'altro, molte aziende denotano poca cura e consapevolezza sulle modalità di selezione, ad oggi ancora basate molto su stereotipi e preconcetti, poco in linea con i cambiamenti generazionali a cui stiamo assistendo negli ultimi anni. A questo, si aggiunge la difficoltà da parte delle aziende di attrarre e trattenere nuove risorse, con conseguente inasprirsi del problema del ricambio generazionale interno. Ecco perché gli attori politici di Radar hanno deciso di potenziare il progetto, con una nuova formula sperimentale – quella di MATCH POINT - che fosse più aderente ai bisogni dei giovani tra i 18 ed i 35 anni e delle piccole e medie aziende locali.

Per i primi, gli obiettivi sono: promuovere una migliore consapevolezza (percorsi di vita) e adeguatezza nell’iter di selezione e candidatura; migliorare la capacità di espressione e valorizzazione dei propri punti di forza in un colloquio di lavoro; offrire l’opportunità di sperimentare quanto acquisito durante il percorso; conoscere aziende in ricerca di personale attraverso un momento di recruiting day.

Per le seconde (le aziende), gli obiettivi sono: acquisire modalità di selezione più efficaci e favorire una riflessione sulle politiche del personale che tenga conto anche della dimensione del benessere in azienda, dentro al cambiamento culturale post pandemia; favorire l’individuazione di nuove strategie da mettere in gioco per attrarre/trattenere personale; creare un vademecum utile per guidare la selezione, ed offrire l’opportunità di sperimentare quanto acquisito durante il percorso e conoscere giovani in ricerca lavorativa attraverso un evento di recruiting day.

Operativamente la proposta si articolerà su due percorsi laboratoriali paralleli che accompagneranno i due target a sviluppare maggior consapevolezza e a individuare nuove strategie da sperimentare, in momenti di dialogo e confronto (in sede di colloquio di lavoro). A breve sarà possibile iscriversi a Match Point. Per i 20 giovani coinvolti ci saranno 3 incontri di gruppo, mentre le 20 aziende faranno 2 incontri. Terminato questo passaggio ci sarà un momento di incrocio “simulato”, con colloqui tra i soggetti coinvolti. Previsto anche, per maggio, un Recruiting day rivolto a tutta la cittadinanza e promosso con gli enti di categoria e le aziende in ricerca di personale.

Commenta il sindaco del Comune Capofila, Montebelluna, Adalberto Bordin: «Fin dal momento dell’insediamento ho condiviso con il resto della giunta la necessità di rafforzare l’interesse nei confronti delle nuove generazioni, rafforzando quanto già era stato fatto negli anni precedenti a livello di Politiche giovanili anche in collaborazione con gli altri 9 Comuni dell’Area montebellunese. Questo nuovo progetto va proprio in questa direzione e cioè quella di introdurre nuovi strumenti e possibilità affinché il percorso attivo verso la ricerca di una occupazione soddisfacente ed in linea con le proprie ambizioni e competenze sia meno complesso. Dall’altro lato, Match point, lo dice l’espressione stessa, farà un lavoro anche sulle aziende, sfruttando la collaborazione con le associazioni di categoria che ringrazio per essersi messe a disposizione del progetto. E’ solo con la sinergia, e questi anni difficili ce lo stanno dimostrando ancora una volta, che solo unendo le forze a più livelli, si possono raggiungere soluzioni più efficaci e risultati più duraturi nel tempo».

«L’esperienza di Radar, attiva nel territorio da ormai 5 anni – precisano gli assessori alla Politiche giovanili dei 10 Comuni dell’area montebellunese - ha portato alla luce nuove dinamiche nel panorama della ricerca occupazionale. Le sfide del mercato impongono una continua riformulazione degli strumenti politiche attive per il lavoro per mantenere in equilibrio i bisogni delle aziende e l’occupabilità dei cittadini, in particolare dei più giovani. Fondamentale è che gli uni e gli altri parlino lo stesso linguaggio e l’idea di avviare un ulteriore progetto come Match Point va proprio in questa direzione: quella di proporre degli strumenti innovativi, come i laboratori, la formazione ed il Recruiting Day, molto calati sul concreto e sulle necessità dei due target di riferimento. In questo percorso, prezioso è il contributo tanto delle associazioni di categoria quanto, per la parte tecnica, della Cooperativa La Esse che in questi anni si è dimostrata partner affidabile e professionale nell’accompagnare giovani ed imprese attraverso il progetto Radar».

“È molto importante ridare senso, prospettive e valore al lavoro dei giovani in azienda e aiutare le aziende ad ascoltare e valorizzare le risorse che di candidano o che già lavorano in azienda, in ottica di welfare» il commento delle associazioni di categoria aderenti al progetto.

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