Bambina di tre anni "dimenticata" all'interno di uno scuolabus

Il caso è avvenuto a Montebelluna nella mattinata di giovedì. Il sindaco Marzio Favero: «Siamo di fronte ad un doppio dramma: da un lato quello del rischio corso da una bimba, e dall’altro quello dell’errore umano commesso da nonno vigile e addetto alla vigilanza»

Uno scuolabus

Questa mattina intorno alle 9.40 circa una signora ha avvisato il Comune di Montebelluna della presenza di una bambina a bordo dello scuolabus parcheggiato lungo la strada al lato nord della scuola Papa Giovanni. Si trattava di un’alunna di tre anni della scuola materna parrocchiale Giardino d’infanzia di Contea. La Polizia locale ed il personale del Comune, assieme alla Protezione civile, sono immediatamente intervenuti sul posto. La bambina ha trascorso circa una mezz’ora sul mezzo. Dalla ricostruzione avvenuta, pare che l’autista e l’addetto del servizio di vigilanza a bordo, un “nonno vigile”, non si siano accorti della bambina rimasta sull’autobus perché questa si sarebbe appisolata durante il trasporto distendendosi su due poltroncine. Dalle prime verifiche sembra che in questo caso abbiano giocato contro alcune circostanze, fra le quali l’assenza questa mattina dell’insegnante che di solito chiama per nome i bambini.

Interviene il sindaco Marzio Favero: «È una notizia che riempie di sgomento e angoscia perché quando si affida la figlia al servizio pubblico si confida che goda della massima sicurezza. La cosa più importante è che la bimba è in buone condizioni ed è stata riportata subito presso la scuola materna. Un ringraziamento è dovuto alla signora che, transitando nella zona, si è accorta che era rimasta a bordo dello scuolabus e guardava fuori dal finestrino. Quello che sorprende e amareggia ancora di più è che tanto l’autista dell’autobus, quanto il nonno vigile, sono persone apprezzate per la loro attenzione. In particolare l’autista si è sempre distinto anche per la cura nella costruzione delle rotte che gli scuolabus devono percorrere in modo da venire incontro alle esigenze delle famiglie più disagiate. Perciò siamo di fronte ad un doppio dramma: da un lato quello del rischio corso da una bimba, e dall’altro quello dell’errore umano commesso da due persone che stanno vivendo con comprensibile senso di colpa quanto è avvenuto. La Polizia locale ha aperto, come dovuto, un’indagine giudiziaria per accertare le circostanze dei fatti e le eventuali responsabilità. Il padre della bambina è stato convocato in Municipio e si è incontrato con l’assessore all’Istruzione, Claudio Borgia, e la dirigente Fiorella Lissandron, chiamata ad occuparsi del caso appena giunta la segnalazione. Gli sono stati spiegati gli avvenimenti. Quindi, sono stato messo in contatto telefonico con lui e gli ho espresso tutta l’amarezza e le scuse da parte dell’amministrazione e della struttura tecnica per quanto accaduto. Ringrazio profondamente il padre, che ha manifesto una grandissima umanità perché, appresa con sollievo la notizia che sua figlia stava bene, ha avuto anche parole di conforto per l’autista ed il nonno vigile, persone che ha avuto modo di conoscere e di apprezzare per la loro serietà, tanto da esprimere persino il suo rammarico per il fatto che la polizia locale debba procedere con un’azione giudiziaria. L’ho ringraziato per la comprensione. Purtroppo si vorrebbe avere tutto sotto controllo perché episodi del genere non si verifichino mai. Invece la cronaca ci insegna che è capitato che persino dei genitori abbiano commesso in buona fede degli errori gravi lasciando in auto i propri figli nella piena convinzione di averli consegnati alla scuola. Spero che in questa vicenda ci sia altrettanta umana comprensione da parte di tutti».

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