Teatro a Montebelluna: stanziati 80mila euro per la progettazione

Per arrivare in gara, era necessario che gli uffici comunali predisponessero un documento preliminare di progettazione. Progettazione che ha richiesto una serie di approfondimenti non solo sul piano tecnico-economico, ma anche sugli aspetti gestionali

Il sindaco di Montebelluna, Marzio Favero

Parte la gara in Mepa per individuare lo studio che effettuare lo studio di fattibilità tecnico-economico del teatro, secondo la nuova definizione del Codice degli appalti riferita al progetto preliminare. Allo scopo oggi la giunta ha varato una variazione di bilancio che sarà sottoposta alla ratifica del consiglio che individua di 80mila euro. Come si ricorderà a fine novembre il consiglio comunale aveva approvato l’accoglimento della proposta di Intesa Sanpaolo del contributo di 5.5 milioni di euro per la realizzazione del teatro ed una contestuale variazione di bilancio di 80mila euro per la progettazione preliminare. Senonché, per arrivare in gara, era necessario che gli uffici comunali predisponessero un documento preliminare di progettazione. Progettazione che ha richiesto una serie di approfondimenti non solo sul piano tecnico-economico, ma anche sugli aspetti gestionali del futuro teatro. Questo non ha consentito di andare in gara per la progettazione entro dicembre. La cifra degli 80mila euro rimane a disposizione e si ritroverà nell’avanzo di amministrazione vincolato ad aprile, ma per anticipare le procedure la giunta ha deciso nel frattempo di avviare un finanziamento anticipato per andare in gara sul Mepa al fine di individuare lo studio di progettazione..

Spiega il sindaco, Marzio Favero: «Parte la nuova avventura della progettazione del teatro della città ad oltre 50 anni dalla chiusura di quello storico. C’era un impegno che avevo assunto in consiglio comunale, che era quello di coinvolgere le minoranze e le associazioni della città. Il primo impegno è stato onorato con una commissione consiliare nella quale si è riflettuto sugli obiettivi da perseguire. Il secondo impegno ci vedrà convocare nei prossimi giorni le associazioni culturali della città al fine di coinvolgerle fin da subito nella riflessione sulle caratteristiche che dovrà avere il nuovo teatro di Montebelluna. L’obiettivo dell’incontro sarà pertanto quello di raccogliere le diverse istanze. Appena individuato lo studio di progettazione, sarà nostra cura riconvocare tutti i gruppi consiliari e le associazioni culturali per concordare con lo studio incaricato il percorso della progettazione che è opportuno sia partecipato da tutti gli interlocutori qualificati, ovvero da un lato le diverse forze politiche, che su questo tema hanno saputo trovare un’intesa sostanziale che dimostra che è possibile una politica diversa da quella nazionale, cioè non gridata ma ragionata che mette prima gli interessi dei cittadini a quelli di parte, e dall’altro il mondo delle associazioni che esprime le istanze della società civile. Il documento programmatico preliminare elaborato dagli uffici per le esigenze della SUA, riprende i temi che sono stati oggetto di discussione in consiglio comunale, ovverosia l’esigenza di avere una struttura contemporanea che comporti bassi costi di gestione e quindi sia in classe energetica A, sia resiliente ai diversi tipi di spettacolo e di pubblico, che sappia coniugare le esigenze del teatro tradizionale con quello contemporaneo e di sperimentazione».

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«Si tratta di un’operazione che va oltre le esigenze della sola città di Montebelluna e involge l’intero bacino montebellunese, un’area di circa 80 mila abitanti -continua il sindaco- Il carattere intercomunale di questa operazione era peraltro negli accodi raggiunti con i vertici di Intesa Sanpaolo, che ha garantito un contributo di 5.5 milioni di euro, pertanto nella prossima riunione dell’IPA mi permetterò di coinvolgere anche i colleghi sindaci ed i presidenti delle associazioni di categoria che fanno parte del nostro sodalizio. E’ mia convinzione, come è noto, e come insegnano le esperienze nord europee, che le città capo mandamento siano chiamate a svolgere una funzione più ampia di quella dei loro confini amministrativi. Del resto, è onesto dire sul piano intellettuale che, come Montebelluna offre servizi agli altri Comuni contermini, viceversa anche gli altri Comuni hanno esperienze, servizi e luoghi da mettere a disposizione della fruizione collettiva delle nostre comunità: lavorare assieme potrà essere anche più faticoso, ma senz’altro arricchisce».

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