Giovedì, 16 Settembre 2021
Attualità Giavera del Montello

Moon Boot, il tribunale di Milano: «Nome e forma non sono copiabili»

Confermato il valore d'opera di design del celebre doposci prodotto a Giavera del Montello. Il presidente Alberto Zanatta: «Un'arma in più, ora guardiamo all'Europa»

Il presidente Alberto Zanatta

«Due sentenze non fanno giurisprudenza, ma creano un precedente impossibile da ignorare per chiunque pensi ancora di poter copiare la forma del Moon Boot®». È questo il commento di Alberto Zanatta, presidente di Tecnica Group, alla sentenza numero 491 del tribunale di Milano che, lo scorso 25 gennaio, ha ribadito che il celebre doposci inventato da Giancarlo Zanatta nel 1969 è un’opera di design industriale che, quindi, viene protetta dalle norme del diritto d’autore (art. 2 n. 10 comma 1 legge 22 aprile 1941 n. 633).

falsi-2

Questo comporta che sono vietate la riproduzione, l’elaborazione, la distribuzione, la vendita, l'esportazione, la pubblicità e l’acquisto di modelli non autorizzati che riproducono le caratteristiche salienti dei Moon Boot®. Una sentenza che consentirà a Tecnica Group di fare causa a chiunque produca o venda prodotti che abbiano tali forme o forme simili, anche online. Conferma Zanatta: «Abbiamo un’arma forte per difenderci contro i tanti falsi in circolazione. La prima sentenza era del 2016, ma questo passo è importante perché dopo due sentenze è improbabile che qualche giudice decida diversamente. E noi certo non intendiamo smettere di perseguire i concorrenti sleali. Spesso chi crea i falsi conta proprio sulle incertezze e le lungaggini dei tribunali italiani, che scoraggiano chi voglia intraprendere azioni legali a difesa dei propri marchi, ma Tecnica Group ha intrapreso una politica molto rigorosa, e ora guarda anche all’estero. Forti della posizione acquisita in Italia, stiamo lavorando per controbattere i falsi venduti anche in altri Paesi, a cominciare dai Paesi vicini, Francia e Germania in primis».

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Moon Boot, il tribunale di Milano: «Nome e forma non sono copiabili»

TrevisoToday è in caricamento