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Covid, l'Israa ricorda gli anziani morti nelle case di riposo

Venerdì 25 giugno una cerimonia ed una targa commemorativa nel Giardino dei Grani, inaugurato durante la pandemia. Il presidente Michielon: «La zona bianca non ci farà dimenticare la pandemia»

Il Giardino dei grani all'Israa di Treviso

Venerdì 25 giugno, mentre tutta Italia riapre andando verso una zona bianca a livello nazionale, Israa Treviso ha deciso di ricordare le vittime della pandemia all’interno delle strutture residenziali. L’idea di un momento dedicato al loro ricordo è nata dalle sedi, in particolare dagli operatori e da tutto il personale che in questi lunghi mesi di pandemia ha visto vite spegnersi nonostante gli sforzi, ed è stata prontamente accolta dal consiglio di amministrazione.

Durante l’evento, che si terrà alle ore 17 presso il Giardino dei Grani, in Borgo Mazzini, si svolgerà una cerimonia di commemorazione collettiva alla quale sono stati invitati i familiari di persone residenti nelle sedi Israa che, nel periodo della pandemia, non ce l’hanno fatta. Saranno condivise le testimonianze di alcuni familiari che hanno vissuto il dolore della perdita, insieme a degli operatori delle sedi. Al fine di lasciare un segno indelebile, che tenga vivo il ricordo di chi ci ha lasciati in questo periodo, l’Israa ha anche deciso di dedicare una targa commemorativa proprio all’interno del Giardino dei Grani. Insieme alle autorità locali sarà presente il Vescovo di Treviso, Monsignor Michele Tomasi, che benedirà l’aiuola fiorita in cui sarà posta la targa. A causa del numero di posti limitati per motivi di sicurezza, e per condividere il più possibile questo importante momento, si è inoltre deciso di trasmettere in diretta la cerimonia e le testimonianze attraverso le pagine social di Israa. «Tra poco a ricordarci della pandemia ci saranno solo le mascherine nei luoghi chiusi, e così i giorni del lockdown e dei contagi sembreranno una cosa lontana - conclude Mauro Michielon, presidente di Israa - Per noi è importante invece che questa memoria, che quanto è successo, rimanga vivo in noi e che non si perda il ricordo di quanti si sono trovati ad affrontare il virus e purtroppo non ce l’hanno fatta. Nella sua semplicità il nostro gesto vuole lasciare un segno che ci aiuti a tenere vivo il ricordo, oltre il tempo e le distanze, di chi purtroppo in questa tragica emergenza ci ha lasciati».

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