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Diventa permanente la mostra sulla storia dell'ospedale San Giacomo

Ben 800 anni del nosocomio sono raccontati nell'esposizione attraverso antiche pergamene, manoscritti, mappe e foto storiche

Ben 800 anni di storia dell’ospedale San Giacomo Apostolo di Castelfranco Veneto diventano mostra permanente all’interno dello stesso presidio. La mostra, a cura di Giacinto Cecchetto e già installata negli spazi del nosocomio dall'ottobre 2017, è stata rinnovata e riallestita. La decisione dell’Aulss 2, con il fondamentale supporto degli sponsor Asolo Hospital Service Spa e Tecnologie Sanitarie Spa, è stata quella di valorizzare il lavoro svolto rendendo l’esposizione fruibile gratuitamente all’interno degli spazi dell’ospedale in maniera permanente.

"Voglio ringraziare di cuore gli sponsor, il curatore, le aziende di comunicazione che hanno lavorato con passione e grande professionalità al progetto - sottolinea Francesco Benazzi, direttore generale dell'Ulss 2 Marca trevigiana - Abbiamo reso permanente un patrimonio culturale. Quando usciremo dall'emergenza non mancheremo di valorizzare questa mostra".  Grazie al lavoro dell’azienda ImagingPro, le finestre del lungo corridoio tra l’atrio e la cappella del San Giacomo sono divenute le nuove superfici espositive e Otium, studio di comunicazione di Castelfranco, ha riprogettato l’intero percorso espositivo.

Sono stati eseguite dal curatore piccoli interventi correttivi e integrativi ai testi, alla luce degli studi effettuati, dopo il precedente allestimento, sulla storia plurisecolare dell'Ospedale e sfociati nel volume edito nel 2019. Considerevole novità che ha reso ancor più attrattiva la mostra sotto il profilo visivo è stata non solo la selezione e l’ingrandimento di un buon numero di immagini particolarmente evocative, ma anche la scelta di collocare le installazioni sulle finestre. Il passaggio della luce nel corso della giornata crea quindi degli effetti variabili che rinnovano la mostra con il passare delle ore e con il mutare delle stagioni.

Sono trascorsi otto secoli da quel lontano 23 marzo 1217, giorno d’inizio del lungo viaggio nella storia dell’Ospedale di S. Giacomo Apostolo di Castelfranco Veneto, fondato pochi anni dopo la costruzione del castello medievale; un viaggio che sino ad oggi mai è stato ricostruito in tutte le sue tappe; un viaggio che ha avuto come guida sicura per cinque secoli, dall’inizio del secolo XIV sino al 1807, anno della soppressione della Confraternita e dell’istituzione della Congregazione di Carità, generazioni di cittadini castellani associati nella Confraternita dei Battuti di S. Maria e S. Giacomo dell’Ospedale e impegnati nell’azione di carità cristiana e solidarietà umana a sostegno e conforto di poveri, malati e pellegrini.

Dall’originaria sede medievale situata in Borgo Treviso, a ridosso della chiesa di S. Giacomo, l’Ospedale si trasferirà nel 1771 nel soppresso convento dei Cappuccini, che sorgeva sul luogo dove oggi vi è la Casa di Riposo “Domenico Sartor” e che fu demolito nel 1969. Nelle strutture conventuali, ristrutturate su progetti dell’architetto Francesco Maria Preti di Castelfranco, l’istituzione ospedaliera rimarrà, pur tra mille difficoltà ambientali e ripetute opere di adeguamento alle esigenze nosocomiali, sino al Secondo Dopoguerra.

Nel 1946-48, grazie ad una progettualità di respiro europeo, nutrita da una solida formazione politica e culturale, l’on. Domenico Sartor, partigiano, deputato della Costituente, poi parlamentare sino al 1976 e ripetutamente sindaco della città, avviò la progettazione e costruzione di un nuovo Ospedale, denominato Padiglione Kappa, avviato nel 1949 e inaugurato il 25 ottobre 1963 dal presidente della Repubblica Antonio Segni. All’inizio degli anni ’70, ancora per volontà e iniziativa di Domenico Sartor, nella sua qualità di presidente degli Istituti Pii Riuniti, fu intrapresa la progettazione e costruzione dell’Ospedale attuale, articolato in Monoblocco e Piastra-servizi. Il completamento dell’opera fu portato a compimento mediante project financing e l’inaugurazione delle nuove strutture avvenne nel novembre 2008. 

Del plurisecolare tragitto che l’Ospedale ha percorso, fra travolgimenti istituzionali, guerre rovinose, turbolente congiunture sociali ed economiche, devastanti epidemie, danno ora conto nella mostra centinaia di documenti conservati negli archivi dell’Ospedale, della Congregazione di Carità, ma anche in archivi pubblici, ecclesiastici e di famiglie, in biblioteche e in musei: antiche pergamene, manoscritti, mappe acquerellate, progetti, disegni, foto storiche, sono il filo rosso della narrazione che accompagna il visitatore in un viaggio nella storia dell’Ospedale lungo otto secoli; una storia per immagini e parole che vuole consegnare alle comunità di Castelfranco e della Castellana la memoria di una tradizione e di un impegno solidaristici che ancora oggi caratterizzano la fitta rete delle associazioni di volontariato sociale presenti nel territorio castellano.

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