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Martedì, 21 Maggio 2024
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Museo Salce, la nuova direttrice è Elisabetta Pasqualin

Giovedì 17 marzo la presentazione: resterà in carica per i prossimi tre anni. Curerà l'allestimento di due nuove mostre entro fine anno e il restauro dell'abside medievale nella chiesa di San Gaetano

Elisabetta Pasqualin è la nuova direttrice del museo nazionale "Collezione Salce" di Treviso. La studiosa veneziana ha ricevuto in questi giorni l'incarico dal direttore dei Musei Veneti, Daniele Ferrara. Giovedì 17 marzo la prima presentazione ufficiale.

La carriera

Laureata in Lettere a Cà Foscari, dopo una breve esperienza come insegnante Elisabetta Pasqualin ha collaborato con la sezione didattica della Soprintendenza ai beni artistici e storici e con i musei civici di Venezia. Passata all’Archivio di Stato di Treviso prima e di Venezia poi, ha lavorato alla direzione regionale con incarico per la didattica e la comunicazione. Autrice di libri tradotti in francese ed inglese, è alla sua prima esperienza come direttrice di un museo.  Nell’assumere l’incarico, Pasqualin ha ricordato come l’inaugurazione della nuova sede di Santa Margherita abbia potenziato e qualificato il Salce, consentendogli un fondamentale salto di qualità. L'obiettivo è rendere il "Salce" ancora più vivo di quanto non lo sia ora con esposizioni all’altezza di un museo di rilievo nazionale.

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Le nuove mostre

Mentre la grande mostra dedicata a Renato Casaro si avvia alla conclusione, il "Salce" ri-debutterà presto con due nuove mostre annunciate questa mattina dalla direttrice: la più importante arriverà già nel mese di maggio e sarà dedicata alla storia della bicicletta, tema ben rappresentato dai manifesti della collezione. L'esposizione troverà spazio nel museo di Santa Margherita. La speranza della curatrice è quella di riuscire ad allestirla in concomitanza con il passaggio del Giro d'Italia nella Marca. In autunno, invece, sarà la volta di una nuova mostra nella chiesa di San Gaetano, un'esposizione monografica dedicata ad uno dei maggiori artisti ed illustratori del primo ‘900 italiano. Sull'autore c’è ancora riserbo, dato che la mostra intende unire alle opere presenti nel museo "Salce" anche disegni e bozzetti per i quali le pratiche per il prestito sono ancora in corso.

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Il grande sogno della nuova curatrice è però quello di riuscire a completare il recupero della Chiesa di San Gaetano. Mancano ancora il restauro dell'abside, della sacrestia e degli ambienti superiori, oltre che l'interno della torre campanaria. In questi ambienti sopravvivono le testimonianze della chiesa dei Cavalieri Gerosolimitani, antecedenti all’attuale San Gaetano, con affreschi di grande interesse e con il monumento funebre a Ludovico Marcello, capolavoro cinquecentesco di Antonio Maria da Milano.

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Il commento

«Il Salce è un museo del tutto atipico - conclude la dottoressa Pasqualin -. Atipico perché non offre ai suoi visitatori alcuna collezione permanente, come invece possono fare tutti gli altri. I nostri manifesti sono materiali fragili, che non possono restare esposti a tempo indefinito ma al massimo sei mesi. Il ritorno ad una certa normalità dopo due anni di pandemia - continua la direttrice - ci consentirà di sviluppare anche le iniziative per la didattica, creando un rapporto sempre più vivace con il territorio, linfa vitale per ogni museo. Di norma punteremo sempre ad avere due diverse esposizioni, una a San Gaetano, l’altra a Santa Margherita, in modo da raddoppiare l’attrattività del museo. Scegliere cosa esporre tra 25mila manifesti non sarà impresa facile ma ritengo doveroso rendere omaggio all’uomo che ci ha messo a disposizione una così preziosa eredità. La volontà è quella di individuare un programma di iniziative che rafforzi il dialogo con le altre istituzioni trevigiane e venete perché vorrei che fare rete diventasse una prassi comune. Il progetto “Il Salce fuori dal Salce” trasformerà i prestiti, che quotidianamente ci vengono richiesti da istituzioni italiane e straniere, in un'occasione per promuovere l’unicità del nostro museo».

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