Tragedia di Musile, la solidarietà di Selvaggia Lucarelli a Franco Antonello

La blogger: «Ho letto giudizi impietosi sul figlio che era stato fermato con una canna, sulla patente ritirata, su quella sosta in discoteca prima di tornare a casa. Tutto questo mentre il figlio lotta tra la vita e la morte e la sua fidanzata non c'è più»

«Non conosco Franco Antonello e non l'ho mai neppure incrociato, ma l'ho sempre guardato da lontano con un misto di affetto e ammirazione -commenta così la tragedia di Musile di Piave dello scorso primo novembre la giornalista e blogger Selvaggia Lucarelli- Ricordo quando l'ho visto per la prima volta con suo figlio Andrea a Le invasioni barbariche anni fa e ho pensato che la storia di un disturbo come l'autismo che rende così difficile la comunicazione, era riuscita a comunicare tanto e qualcosa che andava al di là del rapporto di un genitore con un figlio autistico. Era riuscita a parlare di genitori e figli, di paura, d'amore, di viaggi e di recinti da buttar giù. Oggi Franco Antonello ha l'altro figlio, Alberto, in coma. Chiuso in una bolla in cui questa volta Franco non può entrare con amore e fatica, come è accaduto con Andrea. In una bolla da cui può uscire solo Alberto, aiutato dal caso. Nel frattempo la fidanzata di Alberto è morta, ed è un dolore irreparabile. Una bolla sigillata. Non so cosa si possa dire a un uomo che sta vivendo questo strazio. Forse nulla. Ho letto giudizi impietosi sul figlio che era stato fermato con una canna, sulla patente ritirata, su quella sosta in discoteca prima di tornare a casa. Tutto questo mentre il figlio lotta tra la vita e la morte e la sua fidanzata non c'è più».

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«Non so come si possa sempre avere questa sicurezza non solo di essere migliori degli altri, ma di supporre perfino che anche i nostri figli lo saranno -conclude Selvaggia Lucarelli- Nel pacchetto già molto leggero delle mie certezze non c'è nulla che mi regali l'orgoglio tronfio della madre convinta che suo figlio non si farà mai una canna, che non correrà in macchina, che non farà un numero imprecisato di sciocchezze o di errori madornali. Bisogna solo sperare di essere più fortunati di altri. E quella fortuna non è quasi mai un figlio che non fa nulla di tutto questo, ma un figlio a cui andrà bene, nonostante errori, imprudenze, leggerezze. Un abbraccio a te Franco. E ai genitori di Giulia».

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