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Nel 2023 le celebrazioni per i 120 anni dall'elezione di Papa Pio X

Presentate in Vescovado da Diocesi, Parrocchia e Comune di Riese e dalla Fondazione Giuseppe Sarto le iniziative, che potrebbero culminare con la peregrinatio dell’urna nell’ottobre del prossimo anno

«Le iniziative che promuoveremo insieme durante il prossimo anno ci permetteranno di approfondire la figura di papa Pio X e di crescere nella conoscenza e nella devozione verso questo nostro santo diocesano, e nel legame con la Chiesa universale»: è così che il vescovo di Treviso, Michele Tomasi, ha concluso questa mattina nel salone del Vescovado la conferenza stampa di presentazione delle celebrazioni per il 120° anniversario dell’elezione del trevigiano Giuseppe Sarto a pontefice. Tra queste iniziative spicca la “Peregrinatio” del corpo di san Pio X - per la quale si attende un “placet” definitivo dalla Santa Sede - che potrebbe svolgersi nel mese di ottobre del prossimo anno.

Nato a Riese il 2 giugno 1835, Giuseppe Sarto studiò nel Seminario di Padova e fu ordinato presbitero dal vescovo di Treviso Giovanni Antonio Farina nel 1858. Fu cappellano a Tombolo, parroco a Salzano, canonico della cattedrale di Treviso e cancelliere, direttore spirituale nel Seminario diocesano. Vescovo di Mantova dal 1884 al 1893, quando Leone XIII lo volle patriarca a Venezia, fu poi eletto Papa il 4 agosto 1903. Ecco che l’anno prossimo, in occasione dei 120 anni dall’elezione a Vescovo di Roma e a Papa, la Diocesi di Treviso, la parrocchia di Riese Pio X, il Comune di Riese Pio X e la Fondazione “Giuseppe Sarto” promuoveranno un programma nutrito di iniziative.

Un’opera di approfondimento che continua da 10 anni

«La nostra diocesi» ha sottolineato il Vescovo nel suo intervento, di fronte ai membri del Comitato diocesano e a molte autorità, tra cui il prefetto Angelo Sidoti «desidera continuare l’opera di conoscenza e approfondimento della figura del nostro conterraneo che ha visto nel 2014 - in occasione del centenario della morte - un momento significativo. Infatti, da quell’anno è cresciuta la collaborazione tra la Fondazione Giuseppe Sarto, proprietaria della Casa natale con l’attiguo museo, e la Diocesi di Treviso che è entrata a far parte della Fondazione. Questa partecipazione ha permesso una qualificata accoglienza dei pellegrini e visitatori con l’apporto delle Discepole del Vangelo che nell’edificio accanto alla Casa natale hanno la loro fraternità. L’abitazione delle Discepole, di proprietà della parrocchia di Riese, porta il nome della mamma di San Pio X: Margherita. In una bella continuità con le iniziative di otto anni fa, approfondiremo la qualità degli insegnamenti e dell’opera pastorale di papa Sarto e ci faremo accompagnare a vivere il mese missionario del prossimo anno dalla testimonianza luminosa di questo nostro santo sotto gli aspetti della santità, della pastoralità e della missionarietà».

Mons. Tomasi ha ricordato che proprio dagli studi di carattere scientifico del Convegno internazionale del 2013 è emersa la felice continuità tra l’impegnativa riforma ecclesiale del Pontificato di papa Pio X e l’evento straordinario del Concilio Vaticano II. «Un’attenta lettura storica permette di scorgere l’attualità degli insegnamenti e del rinnovamento di una Chiesa non più preoccupata di salvaguardare il potere temporale con la sfida di rendere più “moderne” le strutture e la disciplina ecclesiali».

Due gli interventi di grande attualità di Papa Pio X, e di “assonanza” con gli odierni appelli di papa Francesco, che il Vescovo ha voluto evidenziare: il suo rifiuto di benedire le armi austro-ungariche (“Benedico la pace, non la guerra”, disse), alla viglia del Primo conflitto mondiale, insieme all’appello per la pace nell’Esortazione apostolica “Dum Europa”, pubblicata il 2 agosto 1914, pochi giorni prima di morire, nella quale implorava la cessazione della guerra: «Un invito accorato come quello di papa Francesco domenica 2 ottobre scorso» ha detto il Vescovo, definendole quasi «voci che gridano nel deserto».

L’altro intervento di grande attualità è l’enciclica del 1912 Lacrimabili Statu Indorum, sullo stato di vita e di oppressione degli Indios nell’America del sud. “Le preoccupazioni del Pontefice di allora sono purtroppo le medesime che papa Francesco ha raccolto nella sua esortazione post-sinodale Querida Amazonia ricordando a noi tutti che “questa storia di dolore e di disprezzo non si risana facilmente”, ha evidenziato mons. Tomasi.

Le parole - guida

Il vicario generale della diocesi di Treviso, mons. Giuliano Brugnotto, ha poi ricordato le tre “parole guida” che il Comitato diocesano appena costituito potrà declinare attraverso le diverse iniziative. La santità, anzitutto, che Giuseppe Sarto ha vissuto nel suo ministero presbiterale, “nella ordinarietà delle parrocchie di Tombolo e Salzano, del Seminario e nella Curia diocesana, nell’episcopato di Mantova e Venezia e a Roma come Papa. Nella sua esistenza c’era Cristo al quale orientare tutto e portando nel cuore la passione per l’umanità alla maniera di Cristo” ha evidenziato.

“A Pio X sono legate figure straordinarie di santità” ha aggiunto mons. Brugnotto, ricordando il vescovo Giovanni Antonio Farina che l’ha ordinato presbitero, il vescovo Andrea Giacinto Longhin scelto da Pio X per la diocesi di Treviso, suor Maria Bertilla Boscardin, l’economista Giuseppe Toniolo. Ma in continuità con loro in questo contesto trevigiano sono sorti testimoni straordinari che negli anni del Concilio Vaticano II hanno promosso il rinnovamento della vita ecclesiale come il cardinale Pietro Pavan (che contribuì alla dichiarazione conciliare Dignitatis humanae e all’enciclica Pacem in terris), il vescovo Marcello Zago dell’OMI (uno dei principali organizzatori della Giornata di preghiera per la pace il 27 ottobre 1986 ad Assisi dando inizio allo “spirito di Assisi”), la laica consacrata Lucia Schiavinato (fondatrice dei Piccoli rifugi), padre Bernardo Sartori (missionario comboniano in Africa), don Luigi Cecchin (missionario fidei donum in America Latina), suor Maddalena Volpato (delle Figlie della Chiesa che ha donato la vita per l’unità della Chiesa).

La seconda parola è pastoralità. “Giuseppe Sarto è stato un pastore - direbbe papa Francesco - con l’odore delle pecore. Il popolo santo di Dio era nel suo cuore. Per questo innovò la catechesi, promosse l’accesso dei bambini alla Comunione Eucaristica, rinnovo il canto delle liturgie”. Ma non si estraniò dai bisogni della gente e del territorio - è stato ricordato -. A Salzano venne eletto direttore e soprintendente delle scuole del Comune ed aprì la prima sezione femminile della scuola quando per le donne non era prevista alcuna istruzione. Sempre a Salzano promosse l’industrializzazione dell’attività locale legata al baco da seta. Senza dimenticare quanto fece nel tempo della grande epidemia di Colera che colpì le terre venete nella seconda metà del XIX secolo. “La sua è una pastoralità che ci spinge a trovare forme nuove per la catechesi dei fanciulli e dei ragazzi, proprio nell’anno centenario dell’istituzione in Diocesi dell’ufficio catechistico. Un rinnovamento delle parrocchie chiamate alla conversione missionaria. Comunità cristiane inserite nel territorio capaci di assumere le situazioni di povertà e di fragilità presenti nel mondo del lavoro, dell’educazione, della cura degli anziani, dei carcerati, dei giovani sequestrati dalle dipendenze di vario genere”.

Infine, la terza parola: missionarietà. Come ricordato dal Vescovo è di grande attualità l’appello di papa Pio X per la tutela della condizione degli indigeni dell’Amazzonia. “Nel 2023 la diocesi di Treviso ha la grazia di continuare e approfondire il servizio alle Chiese dell’Amazzonia – ha aggiunto Brugnotto -, con l’apertura di una nuova missione interdiocesana (con Padova e Vicenza) a Roraima, in Brasile. Sarà l’occasione per approfondire alcune emergenze quali l’attenzione alla “salvaguardia del creato”, alla “sostenibilità” dei nostri stili di vita (ad esempio con le comunità energetiche), ai necessari cambiamenti dei sistemi economici e finanziari (le comunità Laudato si’ e il cammino dei giovani impegnati nel movimento The economy of Francesco)”. Tra le iniziative anche la proposta di una speciale raccolta di offerte per l’avvio della missione di Roraima.

Sono anche altri gli aspetti dell’attualità di papa Pio X sottolineati: dalla promozione della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, all’attenzione della Chiesa verso il mondo dello sport, iniziata proprio con il Pontificato di Pio X, come è stato ricordato al Summit mondiale dello Sport tenutosi in Vaticano il 29-30 settembre scorsi.

Il pellegrinaggio dell’urna con il corpo nell’ottobre del prossimo anno

“Non faremo un’operazione di archeologia culturale, né rievocazioni nostalgiche, ma sarà un momento importante per questa Chiesa che annovera san Pio X come suo co-patrono insieme a San Liberale” ha ricordato il Vescovo, sottolineando che papa Francesco “ha accolto la richiesta che gli ho rivolto di concedere l’urna con il corpo di San Pio X - attualmente custodito nella Basilica di San Pietro - per alcuni giorni di pellegrinaggio nella diocesi di Treviso, in particolare a Riese”. L’arciprete della Basilica Vaticana, card. Mauro Gambetti, nelle prossime settimane farà una ricognizione con una équipe di esperti, ha spiegato mons. Tomasi, per verificare le condizioni dei resti mortali del Santo e creare le condizioni per un trasporto in sicurezza dell’urna. La speranza è che “la risposta possa essere positiva”. Le date della visita saranno nel mese missionario di ottobre del 2023, presumibilmente dal 7 al 15”. Si attende - dunque - il placet definitivo della Santa Sede per procedere con l’organizzazione. “Attendiamo, in speranza e in preghiera, con l’intercessione di San Pio X” ha concluso il Vescovo.

L’impegno del paese natale

Un impegno, quello per celebrare l’anniversario dell’elezione, che dura da almeno tre anni, come ha sottolineato Matteo Guidolin, sindaco di Riese e presidente della Fondazione Sarto, che ha ricordato l’analoga iniziativa promossa nel bergamasco, terra natale di papa Giovanni XXIII, dove nel 2018 mezzo milione di fedeli in pochi giorni ha reso omaggio alla salma di papa Roncalli. Fu proprio il patriarca Roncalli a volere il ritorno del corpo di Pio X a Venezia nel 1959. “O vivo o morto tornerò” disse il patriarca Sarto nel luglio 1903 alla partenza da Venezia per il conclave che lo avrebbe incoronato papa - ha ricordato il Sindaco.

«Sarà l’occasione, da una parte, per rileggere e sottolineare la modernità, la contemporaneità e la complessità di questa grande figura - ha specificato Guidolin -, dall’altra di realizzare una serie di importanti azioni strutturali ed eventi, in preparazione alla peregrinatio stessa».

San Pio X gode tuttora di una grande devozione in tutto il mondo: centinaia le parrocchie, le chiese, gli istituti e le scuole a lui dedicate in Italia e all’estero e ancora molti sono i fedeli che a lui si rivolgono con umile fede, anche visitando i luoghi della sua infanzia. «L’aspetto organizzativo dell’evento sarà seguito principalmente dalla Fondazione Sarto e dal Comune di Riese Pio X» ha ricordato il Sindaco, che ha parlato di un «percorso all’interno del paese, per rendere più agevole la visita e il flusso dei visitatori» ed ha auspicato «un coordinamento tra organizzatori, forze dell’ordine e volontari, in un grande sforzo corale da parte di tutta la comunità riesina, qui rappresentata dal Comune, dalla Parrocchia e dai referenti delle principali associazioni del paese».

I progetti in cantiere

Tra i progetti in cantiere «un completo restauro conservativo dalla Casa natale, il cui progetto è stato affidato allo Studio Scattola di Rossano Veneto e che ha già ricevuto il parere autorizzativo della Soprintendenza; verranno sensibilmente rivisti l’allestimento museale e il percorso di visita, su progettazione dello Studio Gatto Tonin e Disma, affiancati dalla creazione di un virtual tour in 3D da parte dell’azienda Wow! Textura. Dal punto vista della comunicazione, allo studio Otium di Castelfranco Veneto è stato affidato il lavoro di restyling grafico e la creazione dell’immagine coordinata, che prevederà, tra le altre cose, anche un nuovo sito per la Fondazione, www.papapiox.it, online da oggi. Anche il Comune, da parte sua - ha aggiunto il Sindaco -, ha pianificato una serie di interventi, soprattutto per la riqualificazione del centro urbano di Riese. Molte le collaborazioni avviate in questi anni che permettono di immaginare come durature nel tempo le iniziative messe in campo».

«Non faremo un’operazione di archeologia culturale, né rievocazioni nostalgiche, ma sarà un momento importante per questa Chiesa che annovera san Pio X come suo copatrono insieme a San Liberale» ha ricordato il Vescovo, annunciando che papa Francesco «ha accolto la richiesta che gli ho rivolto di concedere l’urna con il corpo di San Pio X – attualmente custodito nella Basilica di San Pietro - per alcuni giorni di pellegrinaggio nella diocesi di Treviso, in particolare a Riese”. L’arciprete della Basilica Vaticana, card. Mauro Gambetti, nelle prossime settimane farà una ricognizione con una équipe di esperti - ha spiegato mons. Tomasi -, per verificare le condizioni dei resti mortali del Santo e creare le condizioni per un trasporto in sicurezza dell’urna. La speranza è che “la risposta possa essere positiva”. Le date della visita saranno nel mese missionario di ottobre del 2023, presumibilmente dal 7 al 15”.

Si attende - dunque - il placet definitivo della Santa Sede per procedere con l’organizzazione. “Attendiamo, in speranza e in preghiera, con l’intercessione di San Pio X” ha concluso il Vescovo.

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