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Attualità Sant'Antonino / Piazzale dell'Ospedale

Teresa nasce dopo sole 26 settimane, salvata al Ca' Foncello

La piccola pesava 850 grammi: dopo tre mesi in Terapia Intensiva Neonatale ha quasi raggiunto i tre chili. A Treviso la riabilitazione prosegue anche a domicilio, presi in carico i primi cento neonati

Teresa è nata prematura, a sole 26 settimane, pesava 850 grammi e presentava le problematiche tipiche dei bimbi nati pretermine. Ora, dopo tre mesi trascorsi nella Terapia intensiva neonatale del Ca’ Foncello, pesa quasi tre chili e presto potrà finalmente andare a casa. Teresa è la centesima bimba presa in carico, fin dal momento della nascita, nell’ambito del progetto di neuroriabilitazione precoce, dal team frutto della collaborazione tra l’Unità operativa di Terapia intensiva neonatale (Tin) e quella di Riabilitazione dell’ospedale di Treviso. Il progetto, partito ad agosto, è stato un successo di squadra anche grazie alla fisioterapista Giulia, che ha lavorato in stretta collaborazione con l’équipe della Tin, medici, psicologi del neurosviluppo, infermieri, operatori sociosanitari e logopediste per garantire il benessere dei piccoli pazienti prematuri.

I commenti

«Siamo entusiasti di vedere i progressi che Teresa, e come lei anche gli altri neonati che seguiamo, compiono grazie al lavoro di squadra e al fondamentale supporto dei genitori: il team dedicato, infatti, affianca mamme e papà nella cura dei piccoli» spiega la dottoressa Paola Lago, direttore della Terapia intensiva neonatale di Treviso.

«Questa collaborazione interdisciplinare - prosegue il direttore della Riabilitazione, dottor Marco Gugelmetto - è essenziale per garantire il miglior recupero ai piccoli pazienti: i genitori sono coinvolti attivamente e apprezzano la formazione che ricevono per accudire correttamente i loro neonati».

«Siamo fieri di questo progetto e di essere tra i pochi centri in Italia che offrono un'attività di questo tipo: stiamo raggiungendo nuovi eccellenti livelli di cura per i nostri pazienti più piccoli» conclude il direttore generale, Francesco Benazzi.

Di cosa si tratta

Il progetto di riabilitazione precoce del neonato a rischio neuro-evolutivo ha come obiettivo la promozione di percorsi di cura sempre più efficaci e innovativi rivolti a neonati che, a causa di fattori lesivi pre o post perinatali hanno maggiori possibilità di presentare problemi di tipo neurologico. Si tratta di un programma di “early intervention” basato sulla costituzione di un team multiprofessionale che collabora quotidianamente condividendo in sinergia i piani di intervento individualizzati, con il coinvolgimento precoce della famiglia del neonato. Dopo una prima fase sperimentale, i genitori possono ora contare sul supporto della Riabilitazione anche dopo la dimissione del neonato. Gli specialisti, infatti, attraverso gli accessi in tele-riabilitazione osservano da remoto i progressi del bimbo e interagiscono con i genitori, garantendo un'assistenza completa e continua e riducendo il numero di accessi in ospedale.
«Raggiunto l’importante traguardo di 100 neonati presi in carico - sottolineano Lago e Gugelmetto - non possiamo che guardare con ottimismo al futuro. Siamo certi che la presa in carico riabilitativa sia un'opportunità unica per garantire un futuro più roseo a questi piccoli. La collaborazione in team, unita alla disponibilità delle tecnologie di telemedicina, ci permette di offrire un supporto continuativo e costante ai genitori in ogni fase del percorso del loro bambino. Siamo pronti a continuare a lavorare con dedizione e passione per far crescere questo progetto e garantire un futuro pieno di salute e benessere ai nostri piccoli pazienti».

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