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Mercoledì, 24 Aprile 2024
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Codacons torna all'attacco di Nft, ma sono ancora pochi a denunciare per la truffa dei bitcoin

Il sospetto è che ci sia ritrosia ad iscriversi all'azione legale forse perché più di qualcuno ha investito in questo business che prometteva facili guadagni, cifre non dichiarate o che provenivano da conti all'estero

Una nota, quella emessa da Codacons, che non nasconde un dato inequivocabile. Sono ancora pochi coloro tra i quali hanno denunciato chi prometteva guadagni facili e veloci, in bitcoin. Così l'associazione in difesa dei consumatori, è tornata all'attacco. Questo anche alla luce di delle comunicazioni da parte dei manager di NFT che sono state secondo Codacons, disattese. 

Codacons

«Il Codacons, prende atto delle comunicazioni / promesse di chi ancora fa capo alla NFT che circolano sui social, la cui credibilità è talmente bassa da aver generato sugli investitori un effetto contrario a quello ipoteticamente sperato dagli autori di dette comunicazioni. Stanno infatti aumentando gli investitori rimasti senza rimborso alcuno delle somme investite tramite la NFT e le società ad esse bene o male collegate che stanno decidendo di domandare al Codacons  la redazione della denuncia querela personalizzata,  in quanto la “promessa”  di accordi di rientro delle somme mancanti all’appello, che circola sui social prevede un primo rateo di rimborso fissato, “puta caso”  il giorno successivo alla data di scadenza del temine ultimo per depositare le denunce querele, ha fatto scattare, se ve ne fosse stato ancora bisogno  un campanello di allarme negli investitori, che ora temono, ancor più di prima di restare vittima oltre del danno anche della beffa rappresentata dalla probabile impossibilità un domani di costituirsi parte civile in un ipotetico procedimento penale contro i dirigenti e tuta la rete di broker non autorizzati dalla Consob al fine di tentare di recuperare le somme sino ad oggi perse nella vicenda NFT. La casualità infatti esite certamente in ogni manifestazione dell’agire umano ma in questa vicenda sta giocando un ruolo di protagonista, là dove chi deve pagare individua come data di pagamento di una prima tranche, di un accordo non ancora pubblicato, il giorno successivo all’ultimo utile per depositare la denuncia querela. Del resto come è stato detto più volte se la società NFT dovesse provvedere al rimborso le denunce potranno essere sempre ritirate».  Quest'ultima affermazione dovrebbe rassicurare chi è in dubbio se denunciare o no. Invece...

Agosto

Ma da Codacons insistono, spiegano perché è una opportunità quella di unirsi tutti nell'azione legale: «La denuncia-querela, come precisato anche in precedenza, dovrà essere depositata entro 3 mesi a far data dalla diffusione, mediante mass media, in forma massiva della notizia legata alla NFT ovvero circa dal 20 di agosto 2022. Nel frattempo è sempre attiva sul sito nazionale del Codacons . www.codacons.it   all’interno della Home page cliccando su “azioni in corso” e quindi sulla finestra dedicata alla vicenda NFT la possibilità di iscriversi al Codacons per essere assistiti scaricando i primi moduli necessari per tutelare la propri risparmi / investimenti per poi essere contatti a stretto giro dai legali del Codacons per la redazione della denuncia querela il cui costo come già pubblicato sul sito è di euro 500,00. Per fissare detti incontri di persona o tramite collegamento web e concordare luogo, data ed ora degli stessi, le persone interessate possono chiamare anche il numero verde 800 050800». Il dubbio , ma da Codacons si guardano bene dal dichiararlo apertamente, è che ci sia ritrosia ad iscriversi all'azione legale forse perché più di qualcuno ha investito in questo business che prometteva facili guadagni, cifre non dichiarate o che provenivano da conti all'estero. 

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