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Lunedì, 26 Febbraio 2024
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Truffa delle criptovalute, arrestati Christian Visentin ed Emanuele Giullini a Dubai

I due sono stati denunciati in Italia per aver raccolto 260 milioni di euro utilizzando le società di Nft

Sono stati arrestati a Dubai gli imprenditori trevigiani Christian Visentin ed Emanuele Giullini. I due sono sotto inchiesta dopo che una prima indagine condotta dal Procura di Pordenone aveva svelato alcuni dettagli legati alla truffa di bitcoin tramite la New Financial Technology, società che prometteva ai singoli utenti il 10% di interessi al mese per ogni investimento in criptovalute. Gli atti subito dopo sono passati alla Procura di Treviso che si sta occupando del caso dopo aver rivendicato la competenza territoriale.

Secondo quanto emerge dalle prime ricostruzioni la misura sarebbe stata portata avanti dalle forze dell’ordine degli Emirati. Un intervento che non sarebbe in questo caso collegato alle indagini della magistratura italiana ma a delle operazioni partite direttamente dalla giustizia del paese arabo sempre per via delle attività compiute da Visentin e Giullini nel Paese straniero che, stando a quanto viene riportato dall’Ansa, sarebbero di natura analoga a quelle riscontrate in Italia.

Le ragioni che hanno spinto gli Emirati a chiedere un ordine restrittivo ai due imprenditori sarebbero due capi di imputazione: il primo che prevede i reati "contro la fiducia" e il secondo il "tradimento". In termini giudiziari italiani si tratterebbe di una truffa aggravata.  Visentin è difeso dall'avvocato Paolo Gianatti, di Albenga (Savona) mentre Giulini è assistito da Nicola Bonino, di Torino, entrambi impegnati a scoprire le contestazioni dei magistrati. Nel pomeriggio di oggi, 13 febbraio, si è svolta la convalida dell'arresto, che  in quel Paese, vale anche come udienza preliminare. Il giudice ha quindi la facoltà di rinviare a giudizio i due indagati, che in caso di condanna a processo rischierebbero fino a 10 anni di carcere.

Oltre ai vertici di Nft, gli investitori truffati stanno portando avanti una serie di richiesta in varie procure italiane nei confronti di una settantina di agenti, accusati di esercizio abusivo della promozione finanziaria e truffa aggravata. Oltre all’Italia, tra le inchieste della magistratura italiana e della Consob, si stanno muovendo anche le procure di tutta Europa per rintracciare i soldi sottrati in maniera illecita agli investitori.

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