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Mercoledì, 17 Aprile 2024
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No vax rifiutano il ricovero in terapia intensiva: «Pensano di farcela da soli»

Il dottor Alberto Grassetto, direttore dell’Anestesia e della terapia intensiva al Covid hospital di Vittorio Veneto, spiega: «Due 60enni non hanno voluto essere ricoverati in Rianimazione, uno dei due ha perso la vita»

Dopo quasi due anni di lotta al Covid in prima linea negli ospedali di tutta la provincia, il personale sanitario dell'Ulss 2 si sta trovando di recente ad affrontare un problema non da poco: «Sempre più pazienti non vaccinati rifiutano il ricovero in terapia intensiva, nonostante la gravità delle loro condizioni di salute».

A dirlo, venerdì 14 gennaio, è il dottor Alberto Grassetto, direttore dell’Anestesia e della terapia intensiva al Covid hospital di Vittorio Veneto: «Il nostro reparto di Rianimazione era stato chiuso a maggio del 2021 salvo poi essere riaperto a metà settembre con 12 posti letto. Ad oggi abbiamo ricoverato 38 pazienti con un'età media di 62 anni - spiega Grassetto - Solo un paziente di questi 38 era vaccinato con tutte e tre le dosi, gli altri 37 non erano vaccinati e molti di loro hanno accettato a fatica di essere ricoverati in Rianimazione». Il dottor Grassetto ricorre ai dati nazionali per spiegare come «il 30% degli italiani creda che i vaccini siano farmaci sperimentali non sicuri mentre, per il 6% della popolazione, il Covid addirittura non esiste. Affermazioni che si ripercuotono anche sui ricoveri a Vittorio Veneto e nella Marca in generale: Diversi pazienti non vaccinati rifiutano il ricovero in terapia intensiva quando gli viene proposto dal nostro personale ospedaliero. I motivi sono principalmente due: o pensano di riuscire a guarire dal Covid con le loro forze (cosa quasi impossibile in certi casi) oppure hanno paura di essere intubati, un timore che ritengo assolutamente ingiustificato da un punto di vista scientifico» afferma Grassetto.

A Vittorio Veneto due pazienti 60enni hanno espressamente rifiutato il ricovero in Rianimazione. Mentre nella maggioranza dei casi quasi tutti accettano il ricovero questi due casi non hanno voluto essere intubati. Uno dei due, purtroppo, ha perso la vita. «Si tratta di situazioni davvero complicate e difficili da gestire - conclude il direttore generale dell'Ulss 2, Francesco Benazzi - Quando i nostri medici propongono a questi pazienti il ricovero in terapia intensiva è perché non c'è altro modo per salvarli. Le cure contro il Covid sono tutta una questione di tempo, prima si fanno meglio è. Se il rifiuto del paziente in grado di intendere e volere continua non possiamo costringerlo al ricovero ma, allo stesso tempo, riuscire a salvare questi pazienti diventa sempre più spesso un'impresa impossibile». Un anno fa, tra la fine del 2020 e l'inizio del 2021 il tasso di mortalità al Covid hospital di Vittorio Veneto era del 40% oggi la mortalità è scesa sotto il 20%.

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