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Leader no-vax convertito al vaccino: Norimberga 2 prende le distanze

Lorenzo Damiano scaricato dall'associazione politica che aveva fondato dopo le dichiarazioni a favore della vaccinazione. L'Ulss 2 lo invita a diventare testimonial della campagna vaccinale

Gloria Callarelli, capolista della lista "Norimberga 2" a Conegliano e promotrice del progetto omonimo, ha replicato alle dichiarazioni dell'ex leader no-vax Lorenzo Damiano, convertitosi al vaccino dopo essere guarito dal Covid.

«Premesso che parlerò con Damiano quando tornerà a casa e avrà recuperato tranquillità e condizioni di salute appropriate, tengo a precisare a nome mio e a nome di coloro che ci hanno sostenuti e che si stanno impegnando fino in fondo alla ricerca della verità, che le dichiarazioni di Lorenzo Damiano sono sue personali ed esprimono il suo personale sentire in questo momento, evidentemente distante dal nostro. Io personalmente ritengo di dover ribadire con forza la necessità di protocollare le terapie mediche domiciliari. Io ho visto il Covid in faccia e di certo non sono una negazionista: una persona in famiglia è risultata positiva e si è ammalata, anche in modo abbastanza importante. Accompagnati però costantemente nel percorso di cure da un medico competente e professionale, che ha operato in scienza e coscienza e in totale carità, e, grazie a Dio, ne siamo usciti dopo circa dieci giorni. Di Covid si guarisce ed è veramente sconcertante il silenzio istituzionale rispetto a queste terapie mediche domiciliari efficaci che in buona parte dei casi evitano l’ospedalizzazione.

«Come "Pescatori di Pace", d’accordo con il direttivo nazionale, Giulio Saraceni in primis, e come "Norimberga 2", siamo sempre stati per la libera scelta vaccinale ma contrari all’obbligo. Cosi come siamo sempre stati contrari al Green pass, misura che riteniamo profondamente discriminante e liberticida. Insomma: oggi con restrizioni di ogni sorta e Super Green Pass, con la terza dose e il 77% delle persone che hanno fatto la doppia dose, siamo ancora a parlare di contagi e di morti. Qualcosa francamente non torna. Personalmente, quindi, nel ribadire per l’ennesima volta con forza la necessità di protocollare le terapie mediche domiciliari per questo virus, ritengo altresì che sia da ricercare profondamente la verità di quanto sta accadendo nel mondo oggi che di fatto ha tutti i contorni di una guerra. Personalmente da cattolica - conclude Calarelli - esprimo le mie più totali riserve sull’obbligo o l’introduzione tramite coercizione o ricatto di una terapia approvata in via del tutto emergenziale che non protegge dal contagio, che sta provocando anche numerosi eventi avversi, oltre che morti sospette, e che in parte è prodotta anche da linee cellulari di feti abortiti. Per cui prendo atto delle dichiarazioni di Damiano e in attesa di un confronto con lui sereno, pur nel rispetto delle sue idee, sento doverosa la presa di posizione espressa».

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