Riabilitazione ferma alla Nostra Famiglia: l'associazione và in aiuto alle famiglie

I professionisti non hanno perso tempo e si sono attivati nella creazione di interventi di supporto a distanza per non interrompere la presa in carico riabilitativa, garantendo stimoli e continuità ai bambini e ragazzi e supporto alle famiglie

La sede di Conegliano

L’emergenza sanitaria di questo periodo ha comportato modifiche nelle regole di vita imponendo il distanziamento sociale e l’obbligo di restare a casa generando così notevoli difficoltà, in particolare nelle famiglie con figli disabili. Anche il Presidio di Riabilitazione de “La Nostra Famiglia” di Conegliano, nel rispetto delle normative regionali e nazionali, ha dovuto sospendere l’attività diurna ed ambulatoriale mentre continuano ad operare il ciclo continuo e l’attività ospedaliera dell’Istituto Scientifico “E. Medea”. Forte è giunto all’associazione l’appello delle famiglie a non essere lasciate sole nella gestione dei figli.

Di fronte a tale richiesta, i professionisti della riabilitazione non hanno perso tempo e si sono attivati nella creazione di interventi di supporto a distanza, finalizzati a non interrompere la presa in carico riabilitativa, garantendo stimoli e continuità ai bambini e ragazzi e supporto alle famiglie. E’ stato un fiorire di proposte riabilitative, educative, di modelling, elaborate dall’équipe e coordinata dal neuropsichiatra infantile: la presenza di professionisti quali neuropsichiatri, pedagogisti e psicologi ha permesso la personalizzazione delle attività rispondenti ai bisogni di bambini e ragazzi. Il supporto ai genitori da parte dell’équipe riabilitativa si è realizzato attraverso contatti telefonici, e-mail, ma in particolare con la creazione di una piattaforma multimediale online; in questo modo sono state affrontate eventuali criticità, suggerite abitudini e attività da svolgere in casa con i loro figli.

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Nodi critici per alcuni genitori sono rappresentati dalla copertura di rete, dalla scarsa disponibilità di strumenti informatici adeguati e dalla poca propensione all’utilizzo dei computer: tutti ci siamo trovati ad operare in un contesto nuovo, non previsto e non programmato. La sospensione dell’attività riabilitativa non fa venire meno al dovere etico e professionale che è quello di garantire la massima continuità di presa in carico e di supporto a pazienti e famiglie che, per la tipologia del bisogno, sono fragili e potrebbero trovarsi in grave difficoltà a gestire anche l’ordinaria quotidianità. Questa situazione di grande emergenza per tutti i servizi sanitari ci invita a riflettere sugli ambiti innovativi della telemedicina e della teleriabilitazione, nello specifico dell’età evolutiva.

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