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La Nostra Famiglia, i sindacati: «Un sopruso scaricare i problemi sui lavoratori»

Ivan Bernini, segretario generale FP CGIL di Treviso fa appello alla Regione e alle Conferenze dei Sindaci del territorio trevigiano per dare una svolta alla polemica in corso

«La Nostra Famiglia disattende la propria mission, si fa forte con i deboli e debole con i forti» questo il duro commento di Ivan Bernini, segretario generale FP CGIL di Treviso, alle affermazioni fatte dall’associazione, che sul territorio della Marca si occupa di assistenza a bambini e ragazzi con disabilità a Treviso, Conegliano, Pieve di Soligo, Mareno di Piave e Oderzo, a seguito della mobilitazione dei lavoratori promossa dai Sindacati, profondamente contrari al cambio contrattuale al ribasso imposto dal primo febbraio.

«Non c’è nulla di più volgare di utilizzare i lavoratori facendo leva sul timore della perdita del posto di lavoro e scaricando su di loro le responsabilità del mantenimento del servizio - afferma il segretario generale FP CGIL Treviso - quando allo stesso tempo La Nostra Famiglia non avanza richieste dirette alla Regione del Veneto alla luce di quei trasferimenti che a quanto pare sono insufficienti a sostenere l’attività. Non si può però certo dimenticare che se da tanti anni La Nostra Famiglia porta avanti la propria mission lo si deve proprio al fatto che la Regione ha accreditato l’associazione per lo svolgimento dell’attività stringendo convenzioni e, dunque, trasferito soldi pubblici, dentro un rapporto di collaborazione pubblico-privato. Detto in altri termini la Regione potrebbe anche decidere di svolgere direttamente con le proprie strutture pubbliche tali funzioni, le stesse date in “esclusiva”, in assenza di competitività, a La Nostra Famiglia. Ribadiamo - continua Ivan Bernini - che scaricare l’insufficienza delle risorse, se così è, sui lavoratori facendoli lavorare di più a parità di trattamento economico, dentro al ricatto morale di essere i portatori di un servizio così delicato per utenti e famiglie, si configura come un atto arrogante di prevaricazione vera e propria, che arriva per di più come una doccia fredda. Infatti, i dirigenti di La Nostra Famiglia non hanno mai lasciato trasparire prima tali questioni, tantomeno coinvolto le parti sociali per un confronto serio sulle difficoltà economiche in essere. Lo fanno ora, guarda caso, proprio con il rinvio del tavolo nazionale per il rinnovo del CCNL scaduto ormai da 13 anni. L’identità che questa associazione si è costruita nel tempo - sottolinea Bernini - è frutto del lavoro di centinaia di persone nella nostra provincia, migliaia nel Paese. Un’identità che con questo atto La Nostra Famiglia sta perdendo, tanto quanto sta perdendo la fiducia di quanti hanno lavorato in queste strutture proprio in una logica di fidelizzazione alla mission, dimostrando altresì il volto più detestabile di un imprenditoria poco disposta a riconoscere lavoro e dignità”. Nelle assemblee i lavoratori hanno esplicitamente chiesto di proclamare lo stato di agitazione e i Sindacati hanno chiesto un incontro alla Regione, Presidente e Assessore, e lo chiederanno anche alle Conferenze dei Sindaci del territorio.

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