Nuovo dpcm e la "regola del sei" al tavolo: «Ci adeguiamo, ma siamo fortunati a lavorare»

A dirlo è Fabio Tambarotto, titolare della storica osteria Muscoli's: «Abbiamo già ridotto la capienza del locale, ora speriamo solo che non vengano decise nuove restrizioni sugli orari»

L'esterno di Muscoli's (foto di archivio)

Il nuovo Dpcm, con le misure dell'ulteriore stretta del Governo per fronteggiare l'emergenza Coronavirus e che sarà in vigore fino al 13 novembre, introduce per i ristoranti la cosiddetta "regola del sei". In particolare, agli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande (tra cui bar, ristoranti, pub, gelaterie e pasticcerie), in conformità con i protocolli previsti per il settore, sono consentite le aperture dalle 5 sino alle 24 con consumo al tavolo con un numero massimo di 6 persone sedute e dalle 5 sino alle 18 in caso di consumo "in piedi". La norma inoltre, oltre ad aver precisato l’orario di apertura, impone ora l’obbligo di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti.

Una serie di nuove regole, dunque, che impattano in maniera evidente soprattutto in tutte quelle attività dove il buon vecchio "ordine al bancone" (come da tradizione veneta) la faceva da padrone. «Come sempre, ovviamente, noi ci adeguiamo a quanto prescrive il Governo - racconta ai nostri microfoni Fabio Tambarotto, titolare della storica osteria Muscoli's in Pescheria a Treviso - Abbiamo dunque già ridotto la capienza del locale e lasciato solo i tavoli necessari. Così facendo, come si può anche leggere sul cartello in ingresso, nel locale ora possiamo avere al massimo 30 persone in contemporanea. Chiaramente questo inciderà anche sugli introiti, che caleranno, ma per certi versi posso ritenermi fortunato in quanto sto ancora lavorando. Altri settori, infatti, hanno dovuto fermarsi un'altra volta da un giorno all'altro e quindi noi non possiamo nemmeno lamentarci troppo. Certo che, se nei prossimi giorni da Roma dovessero prevedere nuove riduzioni di orario, magari con la chiusura alle 22 o persino alle 18, questo si che sarebbe un problema notevole». «In questa stagione infatti - continua Tambarotto - molte persone sono abituate a ritrovarsi nei locali per evitare le basse temperature e il maltempo e quindi anche gli introiti dei tavoli esterni verranno sempre meno. Inoltre, a causa del Covid le persone hanno ormai sempre meno voglia di entrare in locali già "affollati", per una questione soprattutto di salute personale, e quindi dobbiamo scordarci i locali con la "calca" all'interno...Speriamo dunque che questo periodo passi in fretta così da tornare quanto prima a lavorare a pieno regime».

I NUOVI ORARI DEL DPCM
L'orario di chiusura obbligatorio resta quello delle 24, ma viene inserito anche quello di riapertura consentita fissato per le 5 (vietata dunque l'attività dalle 24 alle ore 5). L'attività viene però consentita fino alla mezzanotte solo con consumo al tavolo (e ora sono al massimo 6 i clienti consentiti per tavolo) e viene abbassato dalle 21 alle ore 18 l'orario limite per il consumo non al tavolo. "Resta sempre consentita - si legge nell'ultimo Dpcm - la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l'attività di confezionamento che di trasporto, nonché, fino alle ore 24 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze". Divieto assoluto, quest'ultimo, che nel Dpcm precedente scattava alle ore 21.

I PROTOCOLLI
Come in precedenza, invece, "le attività di cui al primo periodo restano consentite a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; detti protocolli o linee guida sono adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all'allegato 10; continuano a essere consentite le attività delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, nei limiti e alle condizioni di cui al periodo precedente". 

OBBLIGO DI CARTELLO
Una novità è invece l'"obbligo per gli esercenti di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti”.

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