A 25 anni rileva un ristorante e apre una pizzeria per giovani e famiglie

Xhenet Smoqi è il nuovo titolare della pizzeria Ca' del Piave, pronta ad aprire sabato 20 giugno davanti al Sacrario militare di Fagarè della Battaglia, lungo la Postumia

Xhenet Smoqi al lavoro in pizzeria (Credits: ristorante "Val Goccia"). Più sotto le foto del nuovo locale

Aprire una nuova attività in tempi in cui sempre più locali sono costretti a chiudere, suona già come una vera e propria sfida. Se a farlo poi è un ragazzo di soli 25 anni, determinato a realizzare il suo sogno ad ogni costo, la storia diventa ancor più interessante.

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Xhenet Smoqi è il giovane pizzaiolo a cui si deve la riapertura dell'ex ristorante di pesce "Equoreum", chiuso lo scorso 31 gennaio dopo essere stato uno dei locali più noti lungo la strada regionale "Postumia", davanti al Sacrario militare di Fagarè della battaglia. Sabato 20 giugno il locale riaprirà in una veste del tutto nuova, trasformato in una pizzeria per famiglie, principalmente all'aperto, con possibilità di mangiare lo spiedo nei weekend. La pizzeria si chiamerà "Ca' del Piave" e punta già a diventare un punto di riferimento tra i locali della provincia. Ai nostri microfoni Xhenet ha raccontato la storia dietro al sogno di mettersi in proprio, aprendo un locale tutto suo. «Sono originario dell'Albania ma, da quando avevo 7 anni, mi sono trasferito con la mia famiglia a Borgo Valsugana, in provincia di Trento. Ho sempre avuto la passione per la pizza e, in passato, ho lavorato come pizzaiolo per diversi locali, maturando esperienza nella zona di Bassano del Grappa. Ho sempre sognato di poter mettermi in proprio e quando ho visto l'annuncio pubblicato dal titolare dell'ex ristorante "Equoreum", è scattata la scintilla. Dopo la chiusura del locale, a fine gennaio, gli ex gestori non hanno voluto riscattare il ristorante e così il proprietario, quando mi sono proposto di rilevare l'attività, mi ha chiesto se volessi farlo insieme a lui che sarebbe diventato socio di minoranza. Ho accettato la sfida. Avremmo dovuto aprire a fine febbraio ma, non appena ho iniziato a leggere le notizie dei primi casi di Coronavirus in Cina, ho voluto aspettare. Mai scelta è stata più azzeccata.

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A inizio marzo il lockdown ha costretto tutti i locali a chiudere. Ho avuto paura - spiega Xhenet - ma la quarantena mi è servita anche per prendere una pausa dai ritmi frenetici che avevo a inizio anno. La mia famiglia è rimasta in Trentino mentre io ho deciso di trasferirmi a San Biagio di Callalta per seguire al meglio la pizzeria - prosegue -. Durante il lockdown ho avuto tempo per riflettere sulla nuova organizzazione del locale. Visto l'avvicinarsi dell'estate ho deciso di posizionare i tavoli nell'ampio cortile esterno. Non volevo aprire una pizzeria troppo tradizionale, quindi ho deciso di creare un menù con al massimo 10 o 12 pizze che saranno tutte realizzate da me con ingredienti selezionati e ricercati. Per il servizio sarò affiancato da altri due camerieri e, nei weekend, potrò contare sull'aiuto dei miei familiari. La speranza è quella di riuscire a catturare l'interesse dei giovani e delle famiglie trevigiane che, nel fine settimana, vogliono tornare a mangiarsi una pizza sotto le stelle. Inoltre, solo per i weekend, avremo anche lo spiedo a vista per offrire ai clienti una scelta di carne, ampliando il menù della pizzeria». Per tutta l'estate la pizzeria "Ca' del Piave" resterà aperta solo la sera e mai a pranzo. Una decisione che potrebbe cambiare con l'arrivo dell'autunno. Xhenet però sembra avere le idee chiare e dà appuntamento ai futuri clienti, lanciando un importante messaggio ai suoi coetanei: «Non ho idea di come andrà questo progetto ma spero davvero che, leggendo la mia storia, altri giovani come me abbiano il coraggio di prendere in mano i loro sogni aiutando il Paese a ripartire».

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