Una statua e un nuovo oratorio per la parrocchia di Cessalto

Domenica 29 settembre la presentazione dell'opera "Christus vivit" dell'artista Renato Cadavello e la posa simbolica della prima pietra per i lavori alla struttura parrocchiale

Una data da ricordare quella di domenica 29 settembre per la comunità di Cessalto. Alla presenza del sindaco Luciano Franzin, della consigliera comunale di Meduna di Livenza Tamara Moretto, di una delegazione dell'associazione Mutilati e Invalidi del Lavoro di Treviso, nonché delle autorità militari e civili di pubblica sicurezza, è stata svelata alla popolazione la scultura rappresentante una croce realizzata dall'artista Renato Cadavello.

Denominata "Christus vivit", così come l'omonima esortazione di Papa Francesco, la scultura inaugurata e benedetta da Don Mauro Gazzelli e dal suo padre spirituale Monsignor Piergiorgio Sanson è un ulteriore opera che si inserisce in modo armonioso all'interno del Parco Letterario dell'Oratorio San Michele. La statua è stata voluta dagli insegnanti del paese per ricordare i colleghi scomparsi, ed infatti ai suoi piedi sono state poste due lapidi la cui lettura ai presenti è stata affidata alla professoressa Franca Gottardi ed alla Direttrice dell'Istituto Comprensivo. Contemporaneamente alla benedizione dell'opera è stata idealmente celebrata anche la posa della "prima pietra" del nuovo oratorio San Michele di Cessalto, dove la parrocchia realizzerà un laboratorio di cucina per persone disabili, e successivamente nella rimanente parte una residenza per disabili. Durante la successiva celebrazione della funzione domenicale, officiata da Don Mauro e Monsignor Piergiorgio Sanson, è stato formalmente conferito l'incarico al Comitato Melograno, che ricomprende sei associazioni coordinate da Daniele Furlan, di seguire la progettazione e la costruzione della struttura tramite una commissione che agendo all'insegna della parità di condizione, dovrà verificare che tutti gli interventi siano eseguiti con una logica inclusiva ed accessibile iniziando sin dalle sue fondazioni perché ciò che si edifica, sia dal punto di vista architettonico, che culturale e spirituale deve sempre essere concepito in funzione della centralità della persona in quanto tale tenendo conto di tutte le sue sfumature e debolezze. A questo proposito Don Mauro ha voluto sottolineare come "Christus vivit" oltre ad essere simbolo del lavoro dell'uomo e del suo tramandarsi i mestieri sin dall'antichità, debba esaltare la dignità del "portare la croce" da parte di tutti coloro che soffrono di infermità che li rendono apparentemente più fragili, ma in realtà come dice l'apostolo San Paolo è invece proprio attraverso le loro debolezze che essi riusciranno a manifestare la loro forza. Al termine della funzione durante la quale sono stati presentati alla comunità i prossimi cresimandi, i presenti hanno potuto visitare la mostra fotografica delle opere di Renato Cadavello e godere di un momento conviviale all'aperto offerto dall'oratorio San Michele grazie alla splendida giornata di sole che ha fatto da contorno all'evento.

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