Nuovo Museo Salce: «Treviso fa un vero salto di qualità»

Sabato 12 giugno l'atteso taglio del nastro nella sede dell'ex chiesa di Santa Caterina. All'interno quasi 50mila manifesti in formato digitale. All'ultimo piano la nuova mostra temporanea dedicata a Renato Casaro

Il Museo Nazionale Collezione Salce ha trovato, sabato 12 giugno, la sua veste definitiva con l'inaugurazione dei nuovi spazi espositivi all'interno dell'ex chiesa di Santa Margherita. Un vero e proprio patrimonio artistico e culturale composto da quasi 50mila manifesti custoditi e consultabili, in formato digitale, grazie a uno speciale caveau tecnologico.

Il commento del sindaco

Emozione ed entusiasmo per Mario Conte, primo cittadino di Treviso, che ha fatto gli onori di casa alla presentazione della nuova sede di Santa Margherita. Queste le sue sue parole: «Avevamo tutti bisogno di tornare ad emozionarci e quale occasione migliore dell'inaugurazione di questo museo straordinario. Oggi è un giorno che resterà segnato nella storia di Treviso perché facciamo un salto di qualità altissimo, sia dal punto di vista dell'offerta al turismo, che sotto l'aspetto culturale con la consapevolezza di aver aggiunto un nuovo e importante tassello ad un percorso di crescita davvero straordinario per la nostra città».

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La nuova sede

Il recupero del complesso di Santa Margherita (e della chiesa di San Gaetano, sede originaria del museo Salce) ha richiesto un investimento di quasi sette milioni di euro, finanziati dal Ministero della Cultura e, in parte, da un contributo di un milione e mezzo di euro stanziati dalla Regione Veneto. La nuova sede è ospitata in un edificio risalente al 1200, composto da una navata lunga 42 metri in cui è stato ricavato un ambiente unico che, in altezza, si sviluppa su tre piani mentre, al piano terra, è impreziosito da tre cappelle absidali dove, all'interno di una di queste, è stato ricreato digitalmente l'intero ciclo di affreschi trecentesco di Tommaso da Modena: "Storie di Sant'Orsola".

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L'inaugurazione della nuova sede è stata però l'occasione per presentare anche la mostra temporanea dedicata a "Renato Casaro - L'ultimo cartellonista del cinema. Treviso, Roma, Hollywood" che trova spazio all'ultimo piano del nuovo museo e nelle sedi museali di San Gaetano e del museo civico di Santa Caterina. Tra le locandine più celebri ospitate a Santa Margherita ci sono tantissimi film che hanno segnato l'immaginario di milioni di spettatori: da "C'era una volta in America" a "Rambo", passando per "Diabolik", "Il tè nel deserto", "Amadeus" e "Sapore di mare".

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Il complesso di Santa Margherita utilizza teconologie ultra-moderne mettendole al servizio dell'arte e dei visitatori, anche non vedenti. Un sistema computerizzato "consegnerà" al pubblico il manifesto dediderato, selezionandolo dai grandi contenitori blindati dove sono conservati tutti i manifesti. Al taglio del nastro di sabato mattina hanno presenziato il sindaco di Treviso, Mario Conte, l'assessore Lavinia Colonna Preti, l'assessore regionale al Turismo, Federico Caner, il direttore regionale dei musei del Veneto, Daniele Ferrara e il maestro Renato Casaro e Roberto Festi, curatore della mostra dedicata al cartellonista trevigiano.

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