Inps via dall'opitergino mottense: «Notizia falsa, è solo una riorganizzazione»

La lettera aperta del sindaco di Motta di Livenza, Alessandro Righi. La replica di Barbiero, segretario Spi Cgil Treviso: «Nel territorio c’è bisogno di un’Agenzia Inps»

La sede di via Battisti a Oderzo

Noto con dispiacere che sulla stampa stanno uscendo notizie errate per non dire forvianti sulla questione INPS che serve il comprensorio Opitergino Mottense. Vorrei chiarire che il servizio, al contrario di quanto qualcuno sostiene, non lascerà assolutamente il nostro comprensorio. A seguito di una riorganizzazione interna, in tutta Italia ci saranno centri inps e punti inps. L’Opitergino Mottense sarà servito da un punto INPS che, come già detto in precedenza ha la necessità di sedi più contenute e concesse in comodato d’uso gratuito. Questo ridimensionamento non comporterà enormi disagi per la nostra popolazione visto che i nostri cittadini avranno comunque un punto di riferimento locale e, come ben sanno i fruitori del servizio, la maggior parte delle pratiche come la richiesta di disoccupazione, di maternità, ecc. si eseguono direttamente sul portale dedicato e non allo sportello. In una riunione di tutti i Comuni del comprensorio svolta nell’estate scorsa ci è stata resa nota la necessità di trovare una sede gratuita per l’INPS in uno dei Comuni. Confermo che in questo anno l’Amministrazione di Motta di Livenza ha lavorato per dare una soluzione a questa necessità ed ha già reso disponibile una sede in comodato d’uso gratuito in Piazza Luzzatti. In questi mesi ho preferito non parlare per non creare una battaglia mediatica inesistente visto l’appello fatto dall’INPS a cui tutti i Comuni del comprensorio.

Decido di parlare ora perché troppe cose dette sono errate e perché qualcuno sta giocando sporco. In particolare mi riferisco alla lettera inviata a tutti i Comuni richiedendo supporto annunciando lo spettro di fuga del servizio dal nostro territorio, omettendo però che se mai l’INPS dovesse spostarsi da Oderzo non se ne andrà ma troverà sede a Motta di Livenza. Cosa nota agli addetti ai lavori in quanto in questi mesi ho ricevuto molte pressioni di tutti i tipi per ritirare la proposta di Motta millantando in cambio altri tipi di servizi e denigrando il Comune di Motta classificandolo come non idoneo ad ospitare un servizio così importante. Notizia di qualche giorno fa il coinvolgimento delle associazioni imprenditoriali. Vorrei chiarire che il Comune di Motta non ha nulla da invidiare ad altri Comuni e non è interessato a promesse. Non è possibile continuare con queste logiche campanilistiche e soprattutto con la logica che tanto paga pantalone. Siamo un territorio vasto e dobbiamo ragionare di conseguenza abbandonando le logiche personali e opportunistiche. Una rivoluzione che spero che da lunedì i nuovi sindaci mi aiuteranno a portare avanti per far crescere l’Opitergino Mottense.

La soluzione prospettata va contro non solo le regole che l’INPS si è posta a livello nazionale ma va contro tutti i cittadini. Pensare di costringere l’INPS a pagare una sede quando potrebbe averla gratuitamente o chiedere ai Comuni di contribuire a pagarla non è sicuramente una scelta lungimirante. Vorrei ricordare che i soldi spesi sia dall’INPS che dai Comuni sono il frutto dei sacrifici di tutti i cittadini e pertanto le istituzioni devono farne buon uso. Faccio notare che già tutti i Comuni stanno contribuendo a pagare la sede dell’Agenzia dell’Entrate a Oderzo e non hanno minimamente intenzione di continuare a pagare delle sedi che potrebbero essere gratuite. Non solo il Comune di Motta di Livenza non ritirerà la disponibilità ad ospitare gratuitamente l’INPS, ma si rende disponibile anche, compatibilmente con gli spazi disponibili, per ospitare gratuitamente eventuali altri servizi sgravando così l’onere dalle casse dei Comuni del comprensorio.

Alessandro Righi, sindaco di Motta di Livenza

La replica della Spi Cgil

«Incomprensibili le parole del sindaco Righi. La posizione di sindacati e delle rappresentanze imprenditoriali bypassa qualsiasi logica campanilistica e mira solo al bene dell’intera comunità dell’area. È una questione di servizi non di sede». A dirlo è Paolino Barbiero, segretario generale Spi Cgil Treviso e componente del Comitato Inps provinciale, che replica così alle accuse rivolte dal sindaco di Motta di Livenza, Alessandro Righi, a Parti Sociali e mondo dell’impresa. «Tutto ruota attorno ai bisogni di lavoratori, pensionati, famiglie e imprese - spiega Paolino Barbiero - che se li misuriamo in numero di pratiche, e in particolare in termini di addetti e unità locali attive, sono pari ad altri territori del trevigiano, ad esempio quello montebellunese, dotato di un’Agenzia Inps. Partendo da questa considerazione i sottoscrittori della lettera rivolta anche alle Istituzioni dell’opitergino-mottense mirano a non impoverire l’area di un punto di riferimento fondamentale come un’Agenzia Inps, che è ben diverso da un Punto Inps. Quest’ultimo, infatti, ridotto di solo tre operatori, offre solo consulenza e non svolge tutta quella serie di servizi utili, che invece fanno capo alle Agenzie. E neppure la digitalizzazione delle pratiche potrà sopperire a tale insufficienza perché gli utenti necessitano anche in quei casi di assistenza, e come sindacati ne abbiamo piena consapevolezza vista la progressiva crescita dell’attività anche dei nostri Patronati. Dunque, il ridimensionamento comporterà gravi disagi alla cittadinanza - replica a Righi Barbiero - Mi chiedo, infine, cosa intenda il sindaco di Motta quando parla di gioco sporco - conclude Barbiero -, c’è la massima trasparenza di tutta la documentazione. Piuttosto, mi stupisce questa uscita pubblica di Righi perché da parte sua non c’è stata alcuna interlocuzione diretta con la Direzione Inps provinciale».

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