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Forti odori di catrame a Spresiano: impianti di asfalto sotto accusa

Andrea Zanoni commenta le segnalazioni di molte residenti relative ai cattivi odori provenienti dagli impianti della Superbeton e della Mosole. Il caso finisce in Regione

«Da anni i residenti di Spresiano devono fare i conti con un forte odore di catrame; nel mirino ci sono due impianti di produzione asfalto della Superbeton e della Mosole, con quest’ultimo al centro di un progetto di ampliamento. Non è solo un problema di puzza, c’è anche il rischio di emissioni potenzialmente nocive per la salute dei cittadini e l’ambiente. Perciò invito la Regione a intervenire quanto prima con monitoraggi ed azioni conseguenti, in modo da scongiurare ogni pericolo».

A chiederlo, con un’interrogazione a risposta immediata, è Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico e vicepresidente della commissione Ambiente. «Le prime segnalazioni risalgono addirittura a quattro anni fa, come sottolinea Legambiente ricordando poi che le analisi di autocontrollo effettuate dalla Mosole spa nel 2016 e 2017 sarebbero incomplete mentre non si hanno notizie per quanto riguarda la Superbeton. Da qui la segnalazione ad Arpav per effettuarne di nuove ‘nelle reali condizioni di operatività degli impianti e nelle condizioni di maggiore gravosità’, quindi al mattino o in tarda serata quando l’odore di catrame è particolarmente forte e fastidioso. Un anno e mezzo fa, insieme ad altri tre colleghi ho presentato un Progetto di legge sulla prevenzione e la limitazione delle emissioni odorigene e a febbraio è intervenuta anche la Giunta con una proposta simile. Mi auguro che il provvedimento arrivi presto in aula e venga approvato. Nel frattempo - aggiunge - la situazione a Spresiano potrebbe addirittura peggiorare, e in maniera considerevole, visto il progetto di aumento della capacità dell’impianto della Mosole Spa, che passerebbe da 20mila ad addirittura 150mila tonnellate annue - denuncia ancora Zanoni - progetto che la  Commissione Via provinciale di Treviso sta esaminando e che la popolazione, il comitato Salute Ambiente Spresiano, Legambiente e il buon senso chiedono di bloccare. Tali impianti sono classificati come ‘industrie insalubri di prima classe’  ai sensi dell’articolo  216 del Testo unico delle leggi sanitarie, mentre una ricerca dell’Inail evidenza il rischio che durante la lavorazione di bitume e conglomerati bituminosi, gli addetti possano venire a contatto con sostanze chimiche che si liberano proprio durante questo processo, gli Idrocarburi policiclici aromatici (Ipa), alcuni dei quali sono riconosciuti come cancerogeni o comunque pericolosi. Credo che sia quindi necessario tenere alta l’attenzione e dare risposte alle preoccupazioni dei cittadini: la Regione intervenga quanto prima con un monitoraggio adeguato per scongiurare conseguenze nocive su salute e ambiente».

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