C'è l'ok del Ministero, i test rapidi arrivano nelle scuole: Ulss pronta allo screening

Questi esami hanno l'obiettivo di sveltire le operazioni di ricerca del Coronavirus nelle classi. Il tampone rimarrà comunque necessario in caso di positività per una sua conferma

L'entrata a scuola di alcuni studenti

Il Comitato tecnico scientifico (CTS) ha dato via libera alla possibilità di effettuare tamponi rapidi nelle scuole per la sola attività di screening. C'è stato infatti un accordo di massima nel corso della riunione sulla bozza della circolare presentata dal ministero della Salute nella quale si afferma in maniera esplicita che "ai fini esclusivi di screening è possibile utilizzare i test antigenici nelle scuole". Approvato, dunque, il "piano Speranza". Cosa succede adesso? Dopo l'ok del Cts, nelle prossime ore arriverà l'ordinanza del Ministero alla Salute per dare il via libera definitivo all'utilizzo dei test rapidi nelle scuole. Il ministro Roberto Speranza vuole da tempo portare questi esami negli istituti, estendendo l'utilizzo dei test rapidi, finora utilizzati prevalentemente negli aeroporti a partire da metà agosto, per sveltire le operazioni di ricerca del virus nelle classi. 

«L'ordinanza è imminente, il ministro Speranza ha già detto che bisogna passare ai test rapidi a scuola - ha detto la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa intervenendo a "Radio anch'io" su Rai Radio 1 - Questo ci dà delle possibilità molto più larghe di tamponare, di procedere a controlli più veloci. La scuola è uno dei luoghi da tenere più sotto controllo ma a preoccupare non è tanto il controllo dentro, che è molto elevato, ma quello che avviene fuori». Una decisione che ha subito fatto felice anche il Direttore Generale dell'Ulss 2, Francesco Benazzi, che da ormai diversi giorni era pronto, con l'équipe di Microbiologia del dr. Rigoli, ad andare classe per classe per effettuare il dovuto screening, così da velocizzare le operazioni e permettere quanto prima la ripresa delle lezioni, senza quindi dover far passare i bambini dal pediatra: «E' tutto già pronto - dichiara Benazzi - Ora aspettiamo solo il via libera da parte della Regione Veneto». Sul punto è poi anche intervenuta la dott.ssa Barbara Sardella, Provveditore agli studi a Treviso: «Accolgo molto positivamente questa notizia - racconta ai nostri microfoni - Adesso, appena ci sarà l'ordinanza a livello regionale del Governatore Zaia, ci incontreremo virtualmente con i Dirigenti scolastici del territorio per comunicare modi e tempi di questi screening da effettuarsi nella Marca. Eravamo pronti da giorni e quindi penso non ci vorrà molto perché tutto vada a regime. In ogni caso, si tratta di una scelta oculata che permetterà la continuazione delle lezioni senza la paura, da parte di insegnanti e studenti, di contrarre il virus».

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Test rapidi a scuola: cosa sono e come funzionano

Diminuire i tempi di diagnosi è l'obiettivo dei test rapidi cosiddetti "antigenici". Questi esami si effettuano con una sorta di cotton fioc simile a quello utilizzato per il tampone. Rilevano la proteina contenuta nella superficie del virus conosciuta col nome di "proteina spike". Si tratta di una possibile svolta per la gestione dei contagi nelle scuole: i tamponi rapidi danno il risultato in pochi minuti (circa 30, contro i due/tre giorni necessari per gli esiti del tampone classico), seppure con un'affidabilità leggermente minore rispetto ai tamponi tradizionali, ossia i test molecolari. Per questo, proprio come nel caso degli aeroporti, la loro funzione sarà quella di un primo screening: in caso di positività, questa dovrà comunque essere confermata da un tampone molecolare. Ma i tempi così rapidi consentiranno comunque di evitare che intere classi o istituti rimangano per giorni in attesa dell'esito, bloccando di fatto l'attività didattica.

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