«Salvini come re Erode»: parroco trevigiano finisce nella bufera

Nel giorno dell'Epifania l'omelia del parroco di Parè si è concentrata su un messaggio di solidarietà verso i migranti ma è stata duramente criticata dalle istituzioni

Don Francesco Rebuli durante una messa (Foto de "L'Azione")

Un nuovo parroco trevigiano si è schierato apertamente contro la linea politica del Ministro dell'Interno Matteo Salvini. Se a inizio dicembre a finire nella polemica era stato il parroco di Castelfranco, don Claudio Miglioranza, nella domenica dell'Epifania anche il sacerdote della frazione di Parè a Conegliano, don Francesco Rebuli, ha lanciato un messaggio forte e chiaro prendendo spunto dalle parole di Papa Francesco.

«Non facciamo come Re Erode, asserragliato nel suo castello, impaurito dai Re Magi che sono l'icona degli immigrati e dei profughi in particolare. I porti non vanno tenuti chiusi, ma riaperti». Questo il messaggio che don Francesco ha dato ai fedeli durante l'omelia nella chiesa di Parè. Anche senza nomi espliciti, il riferimento al Ministro Salvini è stato subito chiaro a tutti i presenti che avevano affollato la chiesa. «Il decreto sicurezza - ha continuato il sacerdote - mette in difficoltà chi è già nostro ospite. Come si fa a negare diritti elementari come la casa popolare, la mensa o il trasporto o altri servizi scontati alla pari dei connazionali?» Ha chiesto don Francesco ai suoi fedeli. Un messaggio di solidarietà che ha ricevuto non poche critiche, soprattutto dalle istituzioni come il sindaco di Conegliano, Fabio Chies, che ha subito preso le distanze dalle parole del parroco per dichiarare aperta solidarietà al ministro Salvini. Molti fedeli sono però rimasti colpiti dal messaggio di don Francesco. Un invito a restare umani sostenuto anche dal parroco di Sernaglia della Battaglia, don Mirco Dalla Torre, sempre nel giorno dell'Epifania. La polemica tra Stato e Chiesa sembra dunque crescere e inasprirsi ogni giorno di più.

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