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Veneto Imprese Unite contro la nuova ordinanza: «Scelta irresponsabile»

Andrea Penzo Aiello, presidente di Veneto Imprese Unite, commenta il provvedimento che sarà varato nelle prossime ore dalla Regione. «Chiediamo venga subito ritirata»

Treviso Imprese Unite in Piazza dei Signori

«Rimaniamo disorientati dall'ordinanza presentata giovedì 17 dicembre dal presidente Zaia. Dopo aver ribadito in una lunghissima premessa che limitare le attività commerciali e produttive con un’ordinanza sarebbe un danno che non ci possiamo permettere poiché non compensabile con il metodo dei ristori, dal 19 dicembre fa entrare in vigore il divieto di uscire dal comune di residenza dopo le 14».

Andrea Penzo Aiello, presidente di Veneto Imprese Unite commenta con queste parole il nuovo provvedimento che sarà varato nelle prossime ore dalla Regione. «Nonostante non sia un attacco diretto alle nostre aziende - spiega Aiello - che non subiranno riduzioni di orario, quest'ordinanza è l’ennesimo attacco all’indotto che permette a molti di sopravvivere in un  momento estremamente complicato. Una scelta irresponsabile, o quantomeno da persona estremamente ottimista. Ottimista perché convinta che i clienti anticipino gli acquisti a prima delle 14 (ovvero in orario lavorativo), che i residenti dei comuni siano sufficienti a sostenere per venti giorni le spese fisse dei loro negozi di vicinato, che se anche veramente la gente cambierà in maniera massiccia le proprie abitudini muovendosi nella prima parte della giornata, questo non potrà spostare il problema assembramenti dal pomeriggio al mattino. La situazione sanitaria della nostra Regione è sicuramente da tenere sotto controllo, ma un provvedimento come questo sembra preso con il solo scopo di dimostrare che si stia facendo qualcosa per sopperire alle mancanze e ai ritardi del Governo, senza pensare però alla reale utilità e al concreto danno economico che creerà.

Un'ultima riflessione va fatta sulle fasce orarie scandite dalle ultime due ordinanze e sulla percezione che ne arriva ai nostri clienti; porre obblighi diversi a seconda dell’orario (dalle 11 nei locali obbligo di sedersi per consumare fino al riempimento delle sedie disponibili, dopo di che possibilità di consumare anche in piedi, dalle 14 obbligo di non uscire dal comune, dalle 15 obbligo nei locali di consumare solo da seduti) sta creando un’enorme incertezza nel consumatore su quello che può o non può fare, complice anche il repentino e frequente cambio delle norme, portandolo sempre più spesso alla decisione di non uscire per non incappare in sanzioni. Per tutti questi motivi siamo fermamente contrari a questa ordinanza che è prossima alla firma, e chiediamo che venga immediatamente ritirata. Potrebbe essere il colpo di grazia per moltissime delle nostre aziende, da quelle della ristorazione  ai commercianti, dai servizi alla persona agli artigiani, ma anche per tutte quelle aziende che si occupano della produzione, lo stoccaggio e la vendita all’ingrosso di tutti quei prodotti che permettono a bar ristoranti e negozi di riempire le celle e gli scaffali, e che con le restrizioni degli ultimi mesi hanno visto un calo anche superiore al 90% del loro fatturato senza mai avere diritto ad alcun aiuto statale o regionale» conclude Aiello.

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