Giovedì, 13 Maggio 2021
Attualità San Pelaio

Gli orti "invisibili" di San Pelajo ora diventeranno urbani e "visibili"

La Comunità di Sant'Egidio e il Centro della Famiglia, insieme a un gruppo di Associazioni del luogo, sono riusciti infatti ad entrare nel bando "Orti urbani"

TREVISO Sarà la Comunità di Sant'Egidio ad aiutare i bimbi della materna del quartiere San Pelajo a curare il proprio orticello urbano. In classe i piccoli hanno già messo a dimora i semi nel cotone e tra poco sarà il momento di portare i germogli al sole nel piccolo lotto assegnato alla scuola. Le attività ludico didattiche sono molteplici, ecco il perchè della collaborazione. La Comunità di Sant'Egidio e il Centro della Famiglia, insieme a un gruppo di Associazioni del luogo, sono riusciti infatti ad entrare nel bando "Orti urbani", indetto dal Comune di Treviso nel quartiere di San Pelajo. Anima dell'iniziativa sono il geometra Marco Pavan e l'architetto Elisa Rizzato dell'Associazione culturale San Pelajo.

Un anno fa lo spettacolo "Orti Invisibili" per le persone senza fissa dimora offerto da sette grandi artisti trevigiani (Marco Paolini, Mirko Artuso, Mario Brunello, Silvia Bugno, Giulio Casale, Tolo Marton e Domenico Santonicola) ha registrato il tutto esaurito al Teatro Del Monaco della città. Al progetto hanno aderito anche dieci scrittori raccogliendo, in un libro, storie di vite difficili.  Oggi gli orti, ben visibili e pronti, hanno accolto i semi, simbolo di speranza e di futuro. Qualche cavillo burocratico ha reso lungo il percorso anche per le famiglie del luogo e, del resto, tutto deve essere improntato alla correttezza e al rispetto delle regole, ma ora c'è soddisfazione. 

Sono 38 lotti di 36 metri quadrati ciascuno, già arati, divisi e dotati di impianto di irrigazione. L'acqua per ora è fornita con cisterne, ma, una volta avuto l'allacciamento Enel, si potrà realizzare il pozzo in tempi brevissimi. C'è stato un bel lavoro di raccolta dei sassi nel terreno ghiaioso, ma tant'è, la fatica è dimenticata e il verde sta già prendendo piede. Le mamme con i piccoli, i nonni con i nipotini curano il proprio orto come piace loro, nella forma preferita. Ma c'è l'obbligo tassativo della coltura biologica. Si produrrà forse meno, ma vuoi mettere la differenza, se sai come è cresciuta quella verdura che porti nel piatto dei tuoi piccoli? Un'opportunità anche per le persone con gravi impedimenti fisici alle quali possono venire consegnati dei prodotti: un bel gesto di solidarietà. 

La Sant'Egidio, che ha avuto per il momento l'assegnazione di quattro lotti, ha messo a disposizione una casetta di legno per gli attrezzi di tutti e l'impianto di irrigazione sia provvisorio che quello definitivo. "Abbiamo trovato i partners ideali, persone che amano la natura e lo stare insieme. Noi, come Centro della Famiglia”, ha dichiarato il coordinatore Adriano Bordignon, “appoggiamo con impegno il progetto di aggregazione e di inclusione attraverso il ritmo lento dei frutti della terra. Le persone senza un tetto e senza una famiglia”, commenta Valerio Delfino della Sant'Egidio, “hanno trovato in questa accoglienza la possibilità di rinascita. Alcuni ritornano a quel passato di lavoro che era loro sfuggito di mano".

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