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Paese, “superbando” del sociale per i cittadini in difficoltà

174 mila euro a disposizione per intervenire sulla spesa alimentare, spese per le bollette, affitti e mutui prima casa. Il sindaco Katia Uberti: «E' una boccata di ossigeno in attesa che la ripresa, più che essere un rimbalzo, si dimostri capace di tornare e generare sviluppo e lavoro»

Un "superbando" sociale per venire incontro alle famiglie che sono andate in difficoltà a causa della pandemia. Centosettantaquattro mila euro è l'importo stanziato dal Comune di Paese (i fondi sono nazionali, regionali e il ricavato del 5x100 destinato al Comune) per le misure urgenti di solidarietà alimentare, per il sostegno al pagamento delle utenze domestiche, per il pagamento dei canoni di affitto e dei mutui sulla prima casa. Tutte misure che l'amministrazione comunale ha voluto, primo comune in provincia di Treviso e uno dei primissimi in Regione, in un'unico bando, pubblicato nei giorni scorsi. I richiedenti dovranno presentare un apposito modulo e consegnarlo presso l'Ufficio Servizi Sociali, previa prenotazione dell’appuntamento inviando al numero 335 5952055 un messaggio whatsapp o sms, indicando nel testo del messaggio il proprio le proprie generalità. Nei giorni successivi gli uffici provvederanno a contattare i richiedenti, secondo l'ordine di prenotazione, per concordare data e ora dell'appuntamento.

Per quanto riguarda le misure urgenti a sostegno della spesa, è prevista l'erogazione di aiuto economico sotto forma di Buoni del valore variabile a seconda del numero di componenti il nucleo familiare, utilizzabili per l'acquisto di generi alimentari di prima necessità. Ad essere valutati (il budget totale a disposizione è di poco inferiore ai 54 mila euro) saranno le entrate economiche relative ai due mesi precedenti la presentazione della domanda e delle previsioni per il mese successivo, il saldo aggiornato dei conto corrente, le spese relative all'affitto o l'eventuale mutuo prima casa e la giacenza media riferita all'anno 2020. Il patrimonio mobiliare non deve inoltre superare i 5 mila euro. Il fabbisogno è calcolato in base al numero dei componenti del nucleo familiare: 75 euro per nucleo familiare composto da una persona sola, 125 per famiglie di due persone, 150 per tre,175 euro se le persone sono quattro e infine 200 euro per cinque o più componenti. L'ammontare complessivo del Buono Spesa verrà definito con istruttoria dei Servizi Sociali. Nel caso in cui le domande pervenute non esauriscono il fondo, l'importo residuale verrà redistribuito tra i richiedenti idonei.

Le fasce di reddito mensile al netto delle spese per la casa danno, seconda siano inferiore o superiori ai 1.000 euro, un punteggio fissato in 10 e 5 punti. Da tenere in considerazione ci sarà anche la condizione lavorativa dei componenti il nucleo familiare (intervenuta disoccupazione o sospensione dell'occupazione di uno o più componenti successiva a marzo 2020 genererà un un punteggio pari a 5, mentre l'intervenuta riduzione dell'orario di lavoro di uno o più componenti successiva a marzo 2020 assegnerà 3 punti). Anche la composizione del nucleo genitoriale (nucleo monogenitoriale con figli a carico ai fini IRPEF, nucleo familiare con almeno due figli a carico o persona che vive sola in carico ai Servizi Sociali) verrà reso in considerazione.

Gli stessi criteri verranno utilizzati per il sussidio al pagamento delle spese per le bollette (di poco sopra ai 59 mila euro il budget totale), con la sola differenza riguardante il reddito (superiore o inferiore ai 1.500 euro) e l'assegnazione di un punteggio extra in presenza di solleciti o preavvisi di sospensione del servizio. Il contributo, di natura forfettaria, verrà concesso per un importo di 400 euro ai nuclei familiari, secondo graduatoria, fino ad esaurimento dei fondi disponibili.

Infine l'abitazione: a chi vive in affitto o sia proprietario della prima casa e si trovi in difficoltà temporanee, il Comune assegna rispettivamente 500 e 800 euro. Unica condizione, oltre ai livelli di reddito che valgono per il "buono bollette" e le fasce per l'assegnazione dei punteggi, non aver accumulato una morosità pari a 2.500 euro per chi abita in locazione oltre a non essere destinatari di sfratto esecutivo per morosità e, per chi invece ha una prima casa di proprietà, non aver accumulato arretrati nei pagamenti pari e superiori ai 5 mila euro.

«Si tratta - spiega il sindaco di Paese Katia Uberti - di un ulteriore aiuto a chi ha sofferto per la pandemia. Parliamo di nuclei familiari che che attestino di non aver potuto riprendere regolare attività lavorativa dipendente o che si trovino con entrate limitate, i tanti ai quali non è stato rinnovato contratto a termine, persone cui non è stato possibile attivare, rinnovare o proseguire tirocini lavorativi, lavoratori autonomi che non hanno potuto riprendere regolarmente la propria attività. O ancora operatori del settore terziario particolarmente penalizzati dalle chiusure imposte dai vari DPCM relativi all’emergenza Covid 19, cittadini in situazione di disagio socio-economico già in carico ai Servizi Sociali comunali e soprattutto nuclei familiari che pur avendo ripreso regolare attività lavorativa hanno accumulato mensilità di affitto, mutuo o bollette di utenze domestiche, causa minori entrate durante la fase di chiusura imposta dai provvedimenti restrittivi».

«E' una boccata di ossigeno - ha proseguito la Uberti - in attesa che la ripresa, più che essere un rimbalzo, si dimostri capace di tornare e generare sviluppo e lavoro».

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