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Attualità Centro / Piazza del Quartiere Latino

Addio a Paolo Portoghesi, architetto del Quartiere Latino e di Palazzo Bortolan

Aveva 92 anni ed era uno degli architetti italiani più noti a livello internazionale. Mancato nella sua casa vicino Roma, ha lasciato un segno importante in Veneto. Il ricordo del Governatore Luca Zaia: «Le sue opere resteranno per sempre»

Il mondo dell'architettura piange la scomparsa di Paolo Portoghesi mancato martedì mattina, 30 maggio, all'affetto dei suoi cari. Aveva 92 anni ed è spirato nella sua casa di Calcata, vicino Roma. Lucido fino alla fine stava scrivendo un libro sulla bellezza.

Figlio di un ingegnere, nato e cresciuto nel rione Pigna in centro storico a Roma, Portoghesi è stato docente universitario e progettista di fama internazionale. Oggi è ricordato come il principale esponente in Italia del Postmodernismo. Tra i suoi lavori più iconici: la moschea di Roma e Casa Papanice, sempre nella capitale, oltre alla Chiesa della Sacra Famiglia di Saler. Importante anche il suo passaggio in Veneto e nella Marca dove in soli 300 giorni aveva realizzato una nuova sede universitaria all'interno di un ospedale dismesso (oggi conosciuta come la zona del Quartiere Latino). A Portoghesi si deve anche la progettazione del vicino ponte sul Sile, davanti all'università, completato in tre mesi e diventato negli anni uno dei luoghi simbolo della Treviso d'oggi.

Le parole di Zaia

Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha commentato così la notizia: «Con Paolo Portoghesi l’Italia perde un impareggiabile maestro dell’architettura postmoderna. La sua arte, le sue intuizioni, il suo genio, rimarranno per sempre nel patrimonio di un’arte come l’architettura, vissuta e praticata non solo per creare il bello, ma anche per realizzare opere dalle caratteristiche peculiari e uniche. Di lui - prosegue Zaia - anche il Veneto conserva un ricordo concreto di una presenza prestigiosa: a cominciare dalla direzione del settore architettura della Biennale di Venezia cui fu chiamato nel 1979, fino alla costruzione del Teatro nel Mondo, che affidò a Aldo Rossi, su una barca ormeggiata nel bacino di San Marco portata fino a Dubrovnik. E poi Treviso, con il Quartiere Latino e Palazzo Bortolan. Alla sua famiglia, al mondo dell’arte architettonica e a tutti coloro che l’hanno conosciuto e stimato rivolgo - conclude Zaia - il mio più profondo cordoglio».

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