Parrucchieri abusivi, la Cna denuncia: «Servono più controlli»

Il presidente di Cna Benessere e Sanità, Antonio Stocchi, ha inviato una lettera al Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese chiedendo aiuti concreti per la categoria

Cna Benessere e Sanità rinnova l’allarme sul dilagare dell’abusivismo che penalizza le imprese di acconciatura ed estetica e mette a rischio la salute delle persone. Il presidente dell'associazione, Antonio Stocchi, ha inviato in questi giorni una lettera al Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, e al presidente dell’Anci, Antonio De Caro, nella quale evidenzia che le imprese regolari sono oggi chiamate «a contrastare più di prima il diffondersi dell’esercizio abusivo della professione».

«In Veneto acconciatori ed estetiste sono circa 6mila con quasi 12mila dipendenti – dichiara il segretario Cna Benessere e Sanità Sergio Barsacchi – un settore che più di altri sta soffrendo i contraccolpi dell'emergenza Coronavirus. Le cinque settimane di chiusura totale hanno determinato come conseguenza perdite anche fino al 70 per cento del fatturato».

Il testo della lettera

«Gentile Ministro, illustre presidente, com’è noto, le imprese di acconciatura ed estetica rientrano a pieno titolo tra le attività di servizio alla persona e stanno ottemperando con rigore e senso di responsabilità all’obbligo di sospensione disposto con il decreto del Presidente del Consiglio 11 marzo 2020. Nonostante gli indiscutibili sacrifici economici e professionali che tale scelta comporta, le imprese associate alla Cna hanno prontamente interrotto la propria attività, nella convinzione che la decisione fosse comprensibile, specie nella prima e più acuta fase del contagio. Le modalità di svolgimento delle professioni in parola presuppongono, infatti, una distanza ravvicinata tra operatore e cliente. Tuttavia, a fronte del protrarsi dell’emergenza e del conseguente differimento dell’ordine di chiusura, si registra un effetto collaterale della vicenda. Occorre misurarsi con un preoccupante fenomeno in rapida espansione. Di fatto, le imprese del settore sono oggi chiamate a contrastare più di prima il diffondersi dell’esercizio abusivo della professione. Le innumerevoli segnalazioni che stiamo ricevendo confermano, purtroppo, il dilagare di una pericolosa pratica illegale, che mette a repentaglio la salute dei cittadini e la tenuta degli operatori che si attengono al rispetto delle regole.

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La Confederazione, in particolare attraverso l’Unione Benessere e Sanità, è in prima linea per  sensibilizzare e impedire la diffusione dell’abusivismo. Condotte come l’illecito svolgimento a domicilio dell’attività di acconciatore ed estetica vanificano lo sforzo collettivo di contenere il contagio. La lotta all'abusivismo è quanto mai necessaria per trasmettere alle imprese sane un segnale tangibile della vicinanza delle istituzioni. Problematica che se non affrontata in modo adeguato ed efficace rischia di accrescere il senso di malessere e inquietudine che la categoria sta vivendo in questo periodo di emergenza sanitaria e di chiusura prolungata. Per questo motivo, sollecitiamo un impegno ancora più incisivo da parte delle autorità locali affinché siano intensificati i controlli. L’efficacia degli accertamenti risulta infatti vitale per le imprese del settore. Allo stesso tempo è importante ricordare ai consumatori i pericoli in cui si può incorrere nel rivolgersi ad operatori irregolari e abusivi. Certi della vostra sensibilità rinnoviamo il nostro impegno a collaborare per accrescere presso le nostre comunità il bisogno di una economia sana a beneficio della salute dei cittadini. 

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