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Pasqua, pranzi e prenotazioni: «Manca personale per i weekend»

Fipe e Gruppo Panificatori di Confcommercio Treviso sono concordi: «Il lavoro c’è, la ripresa si sente, la gente ha voglia di uscire e di festeggiare. Si spera nel meteo. Boom di prenotazioni in collina»

Non è solo un sentiment o una previsione, è qualcosa di più. Confcommercio Treviso ha avviato un monitoraggio telefonico su una trentina di attività di ristorazione e le risposte sono concordi. La ripresa c’è: per Pasqua e 25 aprile inizia a farsi sentire e le previsioni sono positive. Nei ristoranti il lavoro non manca anche se appare una differenziazione: risultano in aumento, come prenotazioni, tutte le zone collinari e panoramiche e con postazioni all’aperto, con qualche exploit collegato a escursioni e turismi sportivi (Borso del Grappa ad esempio), stabili con qualche punto sottotono le zone urbane o periferiche nei quartieri, in linea con le aspettative le zone nei centri storici di Treviso e della provincia. Appaiono in evidente ripresa le prenotazioni di catering per eventi o matrimoni, settore che in pandemia è stato praticamente azzerato, in molti casi già sold out fino al prossimo anno. Anche il settore business, con pranzi aziendali e catering, ha riaperto i battenti e sta dando i primi segnali di risveglio. Le scelte alla carta sono prevalenti ma i clienti prediligono prodotti del territorio, filiere corte e a km zero, e i menu preferiti sono quelli in linea con la stagionalità e la tradizione. Tra le criticità si nota un andamento del lavoro che si concentra al massimo nei weekend, al sabato sera fino alla domenica a pranzo, con conseguenti difficoltà nel reperire il personale, per ridursi drasticamente durante la settimana, in alcune zone nettamente sottotono rispetto al pre pandemia. In una fetta di pub o birrerie l’orario di chiusura del sabato sera si sta addirittura riducendo di un paio d’ore.

I commenti

«Dopo due Pasque chiuse - spiega Dania Sartorato, presidente di Fipe e dell’Unione Confcommercio - affrontiamo ora la prima Pasqua aperta e i primi ponti primaverili con fiducia e soddisfazione. La gente inizia ad uscire almeno per le feste e i week end. Le prenotazioni sono arrivate ed altre arriveranno ancora all’ultimo momento. In uno scenario così incerto si può considerare un ottimo risultato, la clientela è rimasta fedele ed ora torna in quei locali che, durante la pandemia, non hanno perso il contatto ed hanno sempre proposto i propri piatti con il delivery anche durante le chiusure. Le proposte all’aria aperta e in zone collinari (Montello, Colli Asolani e zona Prosecco) stanno registrando il tutto esaurito, dimostrando anche che le famiglie si stanno riappropriando della normalità perduta, desiderano riprendere le abitudini pre Covid, sentono il bisogno di staccare. La gita fuori porta fa parte di quelle abitudini collettive che contraddistinguono lo stile di consumo di un intero territorio come il nostro. Certo, la carenza di personale e i picchi di lavoro sono un problema che ora cercheremo di affrontare e risolvere riprendendo il contatto con gli istituti alberghieri e creando nuove forme di scambio e contatto con il mondo della scuola che in questi due anni sono state azzerate». Dolci da forno e colombe non mancano tra gli acquisti di chi sceglie di festeggiare in casa. Per Tiziano Bosco, presidente del Gruppo Panificatori, «la vendita di colombe è in linea con l’anno precedente, chiedono tutti prodotti sani e freschi ma di dimensioni ridotte. Non va più la colomba grande da 1 kg, meglio quella da tre quarti o da mezzo, ma resta un caposaldo della tavola dei trevigiani. Ampia scelta di prodotti da forno e uova per rendere la Pasqua una vera festa. Posso dire che vediamo uno spiraglio di ripresa e siamo fiduciosi».

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