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Lunedì, 27 Maggio 2024
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Pasqua 2023, Confcommercio: «Prima vera ripartenza dopo la pandemia»

Fipe, Fida e Ortofrutta Confcommercio confermano: «Le spese per Pasqua a Treviso e provincia tengono». Ultime spese e preparativi prima dei festeggiamenti di domenica e del lunedì di Pasquetta

Alla vigilia della prima Pasqua post pandemia e pur nelle tensioni inflazionistiche, Confcommercio della provincia di Treviso conferma: la Pasqua tiene, nella spesa e nelle uscite fuori casa, il clima di fiducia è positivo. A dirlo sono tre importanti categorie di Confcommercio: Fipe (pubblici esercizi), presieduta da Dania Sartorato (anche presidente dell’Unione provinciale, Fida (Gruppo alimentare, presieduta da Riccardo Zanchetta), Gruppo Ortofrutta (presieduta da Renzo Ghedin). In sintesi, secondo la Confcommercio di Treviso, la Pasqua 2023 segna il vero “post” e si lascia alle spalle i timori e le altalene di Covid e bollette, mentre consacra ufficialmente il valore del negozio di vicinato come antidoto alla desertificazione delle città e dei paesi, quale elemento trainante di quei “consumi delle feste” che, pur in una società che invecchia e che fa i conti con il cambiamento, ancora generano indotto, prospettive, occupazione.

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I commenti

«Negli ultimi giorni - conferma Dania Sartorato - registriamo un sentiment positivo. L’ultima nostra rilevazione sull’indice di fiducia presentata a marzo ci restituiva un buon 47 come indicatore, valore ottimo rispetto alla media nazionale intorno al 43. I pubblici esercizi, locali e ristoranti, sono in miglioramento rispetto alla Pasqua dello scorso anno: stimiamo un 10% in più: il pranzo al ristorante, fuori porta o in città, resta una tradizione cui non si rinuncia, anche perché è un’occasione di ritrovo per famiglie, molte con figli fuori sede che tornano. Più in generale, con la fine del 2022, la ristorazione si è “normalizzata”, consolidando il trend di aperitivi e cene. Il comparto sta lavorando, anche se persistono le criticità nel reclutare il personale».

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«Nel frigo o in tavola - aggiunge il presidente Riccardo Zanchetta - tiene il prodotto fresco e freschissimo, ordinato per l’occasione, possibilmente a chilometro zero e ben descritto. I consumatori apprezzano tutto ciò che è ben tracciato e di qualità, ci chiedono garanzie sulla provenienza, magari risparmiano su altri beni di consumo ma non rinunciano al prodotto di qualità. Registriamo anche l’acquisto del prodotto gastronomico tipico da parte di visitatori o turisti. In tempi di incertezze, di evoluzioni verso nuove forme di cibo, la richiesta “local” si fa sentire, è un elemento di sicurezza, particolarmente durante le feste».

«Su frutta e verdura - conclude Renzo Ghedin, presidente del Gruppo Ortofrutta - non bisogna fare confusione. Possono calare (temporaneamente) le vendite di alcuni ortaggi che subiscono rialzi dei prezzi dovuti al clima ancora freddo, come, ad esempio, fagiolini o asparagi, ma non cala il consumo generale perché i trevigiani si orientano su altri prodotti, sempre freschi e di stagione. La stagionalità, unita alla provenienza locale, paga sempre ed i consumatori hanno ormai imparato a riempire il cesto della spesa con i criteri della convenienza e della freschezza».

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