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Attualità Sant'Antonino / Piazzale dell'Ospedale

Pertosse, 643 casi da inizio anno in Veneto: «Situazione da tenere monitorata»

L'assessore regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin, fa il punto sull'aumento dei casi che sta interessando tutta Italia, Veneto compreso. Vaccinazione consigliata a mamme in gravidanza e genitori di neonati

In Veneto sono in aumento i casi di pertosse rispetto agli anni scorsi. Un picco riscontrato in questi giorni anche in tutta Italia e negli altri paesi europei. Per questo motivo la direzione prevenzione della Regione Veneto sta monitorando con particolare attenzione l’evolversi della situazione.

«Il problema non ci sfugge e viene affrontato con rigore scientifico e attenzione alle categorie più a rischio - fa sapere l'assessore regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin -. I casi notificati in Veneto dall’ 1 gennaio al 31 maggio 2024 sono stati in totale 643. La maggior parte si concentra nella fascia di età fino ai 14 anni (553). I casi gravi, che hanno richiesto il ricovero in ospedale sono in totale 26, di cui 20 in bambini con meno di 9 mesi di vita non ancora completamente vaccinati e 4 in bambini più grandi ma non in regola con il calendario vaccinale raccomandato. Dai dati analizzati emerge che i neonati che hanno avuto una forma grave sono nati da madri che non erano state vaccinate durante la gravidanza. Si sono verificati anche 16 casi nelle persone con più di 65 anni». La pertosse è una malattia infettiva che alterna periodi in cui è meno diffusa a periodi in cui si verificano picchi di casi. I sintomi possono essere lievi o assenti ma si possono sviluppare anche quadri clinici gravi, soprattutto nei bambini più piccoli (nei primi 6-12 mesi di vita), o in soggetti con specifiche condizioni di rischio e fragilità (immunocompromessi, soggetti con patologie croniche dell’apparato respiratorio e anziani).

Come proteggersi

La prevenzione si basa principalmente su tre interventi gratuiti, disponibili in Veneto già diversi anni: la vaccinazione della donna in gravidanza (preferenzialmente tra la 27° e la 36° settimana di ogni gravidanza), che consente di fornire al neonato fin dalla nascita gli anticorpi che lo proteggeranno per i primi 2 mesi di vita; la vaccinazione del neonato, a partire dal 2° mese di vita, per proteggerlo nei mesi successivi; i richiami periodici delle persone adulte, in particolare dei soggetti con patologie dell’apparato respiratorio, dei soggetti immunocompromessi e delle persone anziane. Le donne in gravidanza possono vaccinarsi rivolgendosi ai Servizi Vaccinali delle ULSS e sono previste modalità di accesso prioritario e agevolato. I genitori dei neonati ricevono a casa via posta una lettera di invito per iniziare le vaccinazioni dell’infanzia, inclusa la pertosse, in cui è indicata già la data e la sede del primo appuntamento. Per tutte le altre persone risulta inoltre importante effettuare richiami vaccinali periodici. I bambini (a 5 anni) e gli adolescenti (a 14 anni) ricevono un invito via posta dall’Ulss. Gli adulti invece, devono programmare autonomamente la vaccinazione ogni 10 anni che può essere somministrata con lo stesso vaccino che funge da richiamo anche per il tetano. Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito o comunque rivolgersi al Servizio vaccinale della propria ULSS, al Ginecologo, all’Ostetrica o al proprio Pediatra o Medico curante.

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