La provocazione di Partite Iva, autonomisti e cittadini: «Il 25 aprile tutti in piazza San Marco»

La guerra al lockdown: «Il popolo veneto è un popolo chiamato ancora una volta a stringersi sotto il vessillo del glorioso Leone alato: il 25 aprile scendiamo in piazza a Venezia al grido di libertà e lavoro». Tra gli aderenti l'avvocato Taormina e l'ex 5Stelle Paola De Pin

Bandiere venete in piazza

Partite Iva, autonomisti e cittadini: «A San Marco in piazza a Venezia». E' questo l'invito-provocazione dal titolo "Il Veneto riapra senza "se" e senza "ma": il 25 aprile tutti a piazza San Marco" che si legge nelle piattaforme di petizioni online e che è promosso da associazioni come i Pescatori di Pace ma anche Liberiamo i bambini, imprenditori, professori universitari, avvocati (come Carlo Taormina) e "serenissimi" come Luciano Dorella (Presidente associazione culturale veneta) o Roberto Agirmo del Patto per l'Autonomia.

La petizione

Nella petizione si legge:  «È davvero arrivato il momento di unirci per il Bene della nostra terra. Il Veneto, della cui bandiera, della cui terra, della cui bellezza si riempiono la bocca in troppi, ha necessità di uscire dal lockdown e tornare a vivere. Noi veneti, culla di cultura e civiltà, oggi, abbiamo il dovere di risorgere. Le nostre attività, il nostro turismo, la nostra enogastronomia rischiano di essere spazzate via per sempre e con loro il lavoro di migliaia di veneti che nel tempo hanno versato sudore e gocce di sangue per rendere grande la Serenissima ed il suo popolo. I numeri sono chiari: 18 miliardi di fatturato persi nel Turismo, 40mila posti di lavoro persi, azzeramento totale del fatturato per 500 milioni in 1500 aziende florovivaistiche del territorio, partite Iva al collasso, in ginocchio aziende del settore tessile, pelletteria e dell’artigianato. Per questo il popolo veneto è un popolo chiamato ancora una volta a stringersi sotto il vessillo del glorioso Leone alato: il 25 aprile scendiamo in piazza San Marco a Venezia al grido di libertà».

Le adesioni

A firmare la petizione Lorenzo Damiano dei pescatori di Pace che suggerisce: «La politica a tutti livelli ha fallito. Governo centrale e Regioni. L'economia deve ripartire. Basta lobby, tecnocrati, burocrati, servizi ecc. Questa è una guerra: cominciamo a rispondere e a chiedere i danni seriamente non a fare spot su mascherine o telefonia». Il senatore ex 5Stelle Paola De Pin, vicina al progetto Italia agli Italiani, commenta così la decisione di firmare l’appello: «Ho aderito all’iniziativa come imprenditrice innanzitutto ma anche perché ritengo fondamentale combattere per la libertà che ci è stata tolta dai famosi DPCM del governo. Va da sé che sarebbe importante, oltre che suggestivo, andare a Venezia per la ricorrenza del 25 aprile e di San Marco ma resto comunque del parere che, visto questo Stato di polizia che si è instaurato, è fondamentale e importante che comunque ciascun cittadino si faccia coraggio ed esca almeno di casa, ognuno nel proprio Comune, ognuno nella propria realtà, affinchè si dia un segnale forte alla politica per futuri e importanti risvolti». Roberto Agirmo di Patto Autonomia Veneto parla di "centralismo fallito": «Oggi siamo in grado d'affrontare i problemi sanitari, ciò che non saremo più in grado d'affrontare sarà la rinascita dell'economia se dovremo ripartire da macerie fumanti. Il governo italiano a differenza di altri paesi europei non solo si è dimostrato ignavo, superficiale e concettualmente nullo, anzi peggio ha dimostrato la sua vessatorietà suggerendo alle imprese di indebitarsi, magari per pagare le tasse che non sono state annullate bensì differite. L'Italia con il suo centralismo è un sistema fallito nei fatti». E in queste ore arriva anche l'adesione di Forza Nuova. Luca Castellini, dirigente veneto e nazionale, sulle sue pagine social ha commentato: «Gridiamo con coraggio che il popolo veneto muore se non torna ad essere libero».

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