Piano Colore a Treviso: gli architetti consegnano le linee guida al Comune

Presentato il piano che permetterà di procedere al miglioramento dell'aspetto qualitativo urbano della città. Professionisti selezionati tramite un bando comunale

Linda Tassinari, assessore all'Urbanistica del Comune di Treviso (Foto d'archivio)

Il dibattito intorno ad un 'Piano del colore' per la città di Treviso si è sviluppato a partire dagli anni ’80 e dopo quasi quarant’anni di proposte Treviso l'Urbs Picta, oggi si dota di uno strumento operativo che valorizzi e salvaguardi il paesaggio urbano.

«Il progetto – dice l'assessore all'Urbanistica, Linda Tassinari - nasce dalla volontà amministrativa di sbrurocratizzare e di alleggerire i procedimenti amministrativi tramite la loro rimodulazione a mezzo di riordino degli strumenti edilizi esistenti. Il Piano del colore, nello specifico, è uno strumento urbanistico complesso che unisce aspetti culturali, normativi e tecnologici, atti alla riqualificazione del patrimonio edilizio evoluto e stratificato nel tempo dal centro storico alle periferie. Per tale ragione il nuovo Piano del Comune di Treviso dovrà essere inteso come una valida guida che veicoli sia i cittadini che gli operatori del settore verso una cosciente cultura architettonica degli elementi che contraddistinguono e rendono identificabile tutto l’ambiente urbano. Lo strumento nasce infatti con l’obbiettivo di leggere la cultura locale andando a riscoprire il fascino degli elementi di facciata verso la rigenerazione e verso l’abbattimento del degrado manifestato anche dalla casualità». A tale scopo e secondo le volontà amministrative, l'Ordine degli Architetti pianificatori paesaggisti e conservatori della provincia di Treviso ha consegnato al Comune di Treviso le linee guida per la redazione del Piano che contribuirà alla rinascita e allo sviluppo cittadino non solo del centro storico, ma anche dei quartieri. Sarà ora il Settore Pianificazione Territoriale ed Urbanistica, tramite apposito bando a conferire l’incarico ad un raggruppamento di professionisti esterni per la redazione del piano vero e proprio. «Il documento consegnato al Comune - fa sapere Pagani - è il frutto del lavoro di un gruppo di architetti, selezionati per titoli, che hanno definito gli ambiti entro i quali i professionisti incaricati dovranno muoversi nella redazione del Piano che, come spiega bene il documento, include tutto il territorio comunale che è stato suddiviso in 'cluster', ovvero per aree. Questo perché riteniamo fondamentale che uno sviluppo armonico del tessuto urbano non debba coinvolgere solo il centro, ma anche e direi specialmente i quartieri che per tornare ad essere attrattivi, oltre a poter contare su servizi efficienti, devono far sentire a casa chi li vive. Abitare in un quartiere rimesso a nuovo, dove gli edifici crescono e si sviluppano secondo uno certo stile e una certa armonia rende più felici e migliora la qualità della vita».

Nel documento il gruppo di architetti guidato dal consigliere dell'ordine Paola Bandoli e composto da Monica Lenhardy, Sabrina Corsini, Paolo Furlanetto e Giorgio Sposini ha messo nero su bianco come l'ambito del Piano del Colore non si limiti alla sola facciata dell’edificio, ma prenda in considerazione l’insieme di elementi che lo compongono e che concorrono alla resa dell’immagine finale: finiture esterne (cartella colori, tipologia di finitura, basamenti); serramenti e lattonerie; vetrine e insegne; pavimentazioni e arredi urbani di pertinenza. I criteri guida vanno dalla promozione della qualità dell’architettura e del paesaggio, alla salvaguardia dell’integrità e dell’autenticità del patrimonio culturale e immateriale, fatto di colore e materia fino all'indirizzo e al monitoraggio di nuovi interventi ed al loro inserimento nel contesto. «Il Piano deve essere prima di tutto uno strumento qualitativo – dichiara Paola Bandoli, coordinatrice del gruppo - in grado cioè di mettere in campo un insieme di tecniche e competenze capaci di favorire la ricerca e la proposta, ossia l’approccio progettuale al tema del piano. Il colore non è solo una banale finitura, è linguaggio visuale e in quanto tale va sviluppato affinché continui a raccontare l’identità dei luoghi Per queste ragioni la commissione “Piano del Colore dell’Oappc Treviso” ha pensato di riassumere in breve e in modo incisivo questo approccio con lo slogan “Fare del colore un progetto”: questo significa dare centralità al tema dell’aspetto esterno degli edifici nei progetti di ristrutturazione, restauro e nuova costruzione, promuovere la relazione con il paesaggio attraverso la ricerca di soluzioni cromatiche e di materiali che dialogano con gli edifici circostanti, gli spazi pavimentati e verdi, gli elementi naturali. Il paesaggio è anche culturale: oltre alla “Treviso Urbspicta” il piano si propone di valorizzare la conoscenza e l’identità dei cluster urbani fuori mura, nati attorno a realtà produttive storiche e vie di comunicazione principali, d’acqua e non».

La suddivisione territoriale ricalca quella del Prg e delinea degli ambiti omogenei che dal centro vanno verso i quartieri. Per partecipare al bando, i professionisti dovranno presentare delle proposte che tengano conto proprio di questa suddivisione. Chi si aggiudicherà l'incarico inoltre potrà scegliere, a seconda dello stanziamento comunale, di redigere un piano che oltre alle linee guida generali potrà concentrarsi su una zona in particolare. Secondo l'indicazione degli architetti a partecipare alla selezione dovranno essere gruppi composti da almeno tre delle seguenti figure professionali: un architetto esperto in interventi di restauro e rigenerazione di fabbricati esistenti; un paesaggista AIAPP iscritto all’Associazione Italiana Architettura del Paesaggio esperto in analisi paesaggistica, progettazione di spazi aperti e siti monumentali; uno storico dell’arte con laurea in beni culturali e un giovane professionista con laurea in architettura oppure in beni culturali. «Scelte non casuali – sottolinea il presidente – riteniamo infatti che solo un gruppo multidisciplinare sia in grado di dare una risposta piena alle esigenze di riqualificazione e valorizzazione che il Piano del colore si pone». «Le linee guida del Piano del Colore depositate dall’Ordine degli Architetti, permetteranno al Comune di Treviso di procedere concretamente al miglioramento dell’aspetto qualitativo urbano della città, tramite la redazione del piano vero a cura di professionisti esterni selezionati tramite successivo apposito bando pubblico. Un passo tangibile – conclude l'assessore Tassinari - verso interventi mirati ad assicurare la riqualificazione ed il mantenimento della città sul piano dell’immagine e del decoro. Dopo il protocollo d’intesa, siglato con l’Ordine lo scorso settembre 2019, le linee guida sono di fatto il frutto della collaborazione tra architetti ed Amministrazione; una cooperazione che si inserisce all’interno di un processo virtuoso di miglioramento diffuso del territorio, già in parte previsto nell’approvato Piano degli Interventi, che mira ad un’accorta politica di manutenzione della città tramite una corretta gestione del patrimonio edilizio, per garantire un adeguato standard di qualità urbana e architettonica complessiva, tramite la valorizzazione del tessuto edilizio, non solo del centro ma anche dei quartieri».

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Guida Michelin 2021: i ristoranti stellati nel trevigiano

  • Covid, nuova ordinanza di Zaia: «Riapriamo i negozi di medie e grandi dimensioni al sabato»

  • Una settimana di agonia dopo il malore, morto Remo Sernagiotto

  • Festa in casa con 42 persone, vicini chiamano i carabinieri

  • A Monastier il primo punto tamponi privato: «Accesso senza prenotazione»

  • Incidente mortale in Treviso Mare: motociclista muore a 61 anni

Torna su
TrevisoToday è in caricamento