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Martedì, 18 Gennaio 2022
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Treviso prima città in Italia ad aggiornare il Piano di Protezione Civile

Tra gli eventi presi in esame dal documento il rischio neve, gli incidenti stradali rilevanti, la possibilità di grossi black-out, le inondazioni, le alluvioni e il rischio sismico. Il commento del sindaco Conte

Un piano comunale di Protezione civile innovativo, frutto di una ampia collaborazione tra gli uffici del Comune e della Regione Veneto al quale ha concorso il gruppo volontari di Treviso. Il documento, approvato in via definitiva dal Consiglio comunale dopo i passaggi di approvazione in Giunta e in Commissione consiliare, rispecchia fedelmente sia il decreto legislativo 1/2018 “Codice della Protezione civile”, sia l’ultima direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 30 aprile 2021.

Il Piano individua i rischi a cui è soggetto il territorio comunale, prendendo in esame dettagliatamente le conseguenze derivanti da possibili eventi calamitosi. Si tratta di un documento interamente georeferenziato e quindi soggetto a continue verifiche e ad aggiornamenti costanti. Ciò è stato reso possibile grazie al lavoro degli operatori del Settore servizi informatici e Sistemi informativi territoriali del Comune, che hanno utilizzato i migliori software di gestione cartografica e tutti i dati già presenti negli archivi informatici del Comune, per rendere il Piano un vero documento di gestione e organizzazione dell’emergenza. Tra gli eventi presi in esame dettagliatamente, il rischio neve, gli incidenti stradali rilevanti, la possibilità di grossi black-out, le inondazioni e le alluvioni, il rischio sismico; particolare attenzione è stata posta nella individuazione delle 73 aree di attesa, dove garantire la prima assistenza alla popolazione, delle 4 aree di ricovero, dove in caso di emergenza sarebbero installati i primi insediamenti abitativi, e delle 2 aree di ammassamento per i soccorritori provenienti dalle varie organizzazioni provinciali, regionali e nazionali. Caratteristica peculiare, che ha richiesto un notevole sforzo organizzativo, è stata la cosiddetta “microzonazione sismica”, cioè l’esame particolareggiato, zona per zona, della suscettibilità sismica e degli edifici interferenti, che possono cioè, in caso di crollo, interrompere la percorribilità di alcuni assi viari ai mezzi di soccorso. Un lavoro, quest’ultimo, che ha visto i Volontari della Protezione civile di Treviso, coordinati dagli uffici comunali, esaminare, strada per strada ed edificio per edificio, l’intero territorio urbano. «Si tratta di un risultato estremamente importante - commenta il dirigente del Settore protezione civile Andrea Gallo - Il Piano è stato elaborato con sistemi informatici moderni aggiornando il precedente che risaliva al 2008. Ora il secondo step è divulgare il contenuto alla popolazione e stiamo già pianificando con i volontari e l’ufficio SIT del Comune una serie di incontri in tutti i quartieri». 

«Ringrazio la Protezione civile di Treviso e gli uffici comunali, in particolare il Sit, che ci hanno permesso essere la prima città in Italia ad aggiornare il Piano di Protezione Civile, uno strumento che consente alle autorità di predisporre e coordinare gli interventi di soccorso a tutela della popolazione e dei beni - conclude il sindaco Mario Conte - Il piano è stato aggiornato attraverso la predisposizione di una piattaforma informatica di mappatura di ogni angolo della Città e dei nuclei familiari (numero di componenti, presenza di persone con disabilità, tipologia di edifici) per garantirne la sicurezza in caso di calamità e facilitare le operazioni di soccorso. Il plauso di tutta la comunità va ai componenti del tavolo tecnico, al quale hanno partecipato molti Volontari della Protezione Civile, impegnati per più di 2300 ore. Il nuovo Piano darà la possibilità di accedere a risorse e fondi per migliorare ulteriormente le dotazioni e i mezzi a disposizione».

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