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Luca Zaia durante un momento del punto stampa

Luca Zaia durante un momento del punto stampa

Nuovo piano di sanità pubblica, Zaia: «Servirà per evitare un nuovo lockdown»

Venerdì 7 agosto il Governatore del Veneto ha presentato il nuovo piano regionale. «In autunno emergenza psicosi perché chiunque avrà un po' di influenza penserà di avere il virus»

Oggi, venerdì 7 agosto, sono 1585 le persone positive al Coronavirus in più rispetto al 18 maggio in Veneto. 1342 i casi di isolamento in più, i ricoverati sono passati da 541 a 111, in calo costante. Nelle terapie intensive si è passati da 51 ricoverati a solo 9 casi dal 18 maggio ad oggi. 285 a 28 i positivi negli ospedali del Veneto. I morti totali per il Coronavirus in Veneto sono saliti da 1803 a 2078.

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Partendo da questi dati il Governatore del Veneto, Luca Zaia, ha dichiarato: «Oggi presentiamo il nuovo piano di sanità pubblica. E' un piano elaborato da una Regione che sa di avere una squadra eccezionale. Fondamentali anche i giornalisti per spiegare e raccontare l'emergenza ai cittadini. Il piano di sanità pubblica si basa su alcuni pilastri come: la prevenzione, la capacità diagnostica (la rete dei laboratori), l'assistenza sanitaria territoriale, i pronto soccorso, l'assistenza ospedaliera e i servizi informativi regionali. Abbiamo fatto investimenti per oltre 81 milioni di euro. In autunno le nostre terapie intensive passeranno da 494 a 840, da 85 a 663 le semintensive, le Malattie infettive arriveranno da 565 a 1085 posti letto. 1016 le postazioni in Terapia intensiva: sono pronte trasformando le semintensive in Terapie intensive nel caso di un ritorno del virus. Il tampone non è un'invenzione del Coronavirus, è vecchio come il Mondo. Noi li facevamo già in Veneto ma non così tanti. Abbiamo allestito Padova, Verona, Schiavonia e Treviso per portare a 32mila i tamponi potenziali al giorno, utilizzando anche la tecnica del "pooling" brevettata dal dottor Rigoli per ottimizzare l'uso dei reagenti. Per i tamponi rapidi Azienda Zero ha fatto il bando per la manifestazione d'interesse, sono test utili per lo screening e continueremo a usarli anche nei prossimi giorni. Il tampone rapido sarà fondamentale perché avremo una nuova stagione influenzale. Ogni bimbo con febbre o influenza verrà tamponato dal medico di base. Io spero che il virus non lo vedremo, ma non sarà così purtroppo: davanti al ritorno della normale influenza andranno fatti comunque tutti i test per capire se queste persone hanno contratto il Covid o un altro tipo di virus. Altro pericolo è la West Nile: dovremmo fare l'analisi differenziale. Il vaccino anti-influenzale non sarà obbligatorio ma molto raccomandato. Centrali operative allertate 7 giorni su 7, l'infermiere di famiglia ogni 4 medici di base sarà la nuova figura che introduciamo. La biosorveglianza verrà implementata insieme alla mappatura del territorio. A tutto questo si aggiungeranno i controlli sulle comunità straniere presenti in Veneto. Padova sarà confermata come laboratorio primario per la processazione dei tamponi. Il dottor Rigoli sarà il coordinatore generale delle Microbiologie del Veneto. Il virus di ritorno lo stiamo già avendo ma è arrivato in Veneto da fuori: veneti in vacanza in Spagna, dal Perù, da Malta, 8 ragazzi da Pag, altri da Corfù. Ognuno va in ferie dove vuole ma è innegabile che gli ultimi casi in Veneto li abbiamo avuti anche per questi rientri di vacanzieri in Veneto. Il virus entra da fuori dunque o perché entra da fuori o perché andiamo a prendercelo».

Rispondendo alle domande dei giornalisti Zaia ha specificato: «I 123 nuovi positivi dell'ex caserma Serena sono quasi tutti asintomatici. Domani supereremo quota un milione e 300mila tamponi. Il prossimo round di tamponi lo faremo il 12 agosto e immagino inizieremo ad avere un aumento dei casi negativi. Certo è che paragonare i casi e gli isolamenti del Veneto ad altre regioni che hanno fatto molti meno controlli è un'ingiustizia. Se non ci fossero stati i centri accoglienza non avremmo avuto tutti questi casi degli ultimi giorni». «Chi va in vacanza all'estero deve prestare la massima attenzione. Non è colpa dei Paesi stranieri ma è oggettivo che molti Paesi siano ancora molto più in emergenza rispetto a noi. In Belgio c'è una recrudescenza importante in corso. Andare in ferie in Italia sarebbe la soluzione più sicura ma a chi vuole a tutti i costi andare all'estero consiglio la massima prudenza».

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