Riapertura delle piscine: «Aspettiamo le linee-guida del Governo»

Stilato un protocollo con tutte le strutture italiane ma, come spiega Roberto Cognonato, presidente della struttura di Santa Bona «al momento non abbiamo ancora ricevuto indicazioni sulle norme di sicurezza da applicare»

La piscine di S. Bona dovrebbero riaprire il 18 maggio

«Al momento non abbiamo ancora ricevuto indicazioni sulle norme di sicurezza da applicare. C'è un protocollo  sottoscritto da tutte le strutture ma è ancora in attesa di validazione». A dieci giorni dalla fatidica data del 18 maggio ancora non è possibile sapere quali siano le prescrizioni anti contagio per le piscine e quindi a quali condizioni  cui le "Comunali" di Santa Bona potranno riaprire le porte, chiuse da oltre due mesi, a coloro che vogliono torna in vasca come ai tanti che, soprattutto a partire dal mese di maggio, iniziano ad affollare il parco esterno e il giardino. «Insieme alle strutture italiane - spiega Roberto Cognonato, presidente delle Piscine  Comunali  di Treviso - abbiamo redatto un documento in cui vengono indicate  norme generali contro la diffusione del Corona virus. Ma ancora non sappiamo nulla. A questo punta è evidente che se ci sarà la riapertura il prossimo 18 maggio noi potremo essere nelle condizioni di accogliere pubblico, visti i tempi tecnici a  partire dal riempimento fino al  riscaldamento delle piscine, non prima di dieci giorni dopo».

Mascherina, distanziamento sociale, numero massimo di bagnanti, entrate calmierate con preferenza a chi ha effettua la prenotazione, gel disinfettanti e presidio degli spogliatoi: tutto è teoricamente pronto per la mini-apertura tanto attesa. «Ma fino a che il governo non detterà le linea guida - dice -  è inutile parlarne, a cominciare dal numero massimo di persone che potranno entrare, che resta un punto di domanda». Le prescrizioni prevedono percorsi differenziati per l'ingresso e l'uscita dall'impianto,  la pulizia e sanificazione di tutti i locali, una accurata ispezione dei sistemi di trattamento dell’acqua e dell’aria, la pulizia e sanificazione degli impianti di aerazione, la manutenzione e verifica del corretto funzionamento degli impianti di trattamento aria.  Ma sono previsti anche la predisposizione di una  postazione di misurazione della temperatura corporea esterna, l'installazione di distributori di disinfettante, dispositivi elimina-code per mantenere il rispetto della distanza di sicurezza e la rimozione  di panchine, divani, aree gioco per bambini e sedute in genere.

«Per gli spogliatoi -torna a dire il presidente Cognonato- si prevede il controllo e la rilevazione dell’accesso degli utenti in modo opportunamente distanziato per mantenere le distanze di sicurezza, un  distributore di sacchetti monouso per riporre le calzature, l'obbligo di mettere indumenti e scarpe all’interno degli armadietti e l'installazione i distributori automatici di salviette disinfettanti o gel disinfettante per la pulizia degli stessi armadi.  Per quanto riguarda le piscine è prevista che alle vasche si acceda passando obbligatoriamente della vaschetta lavapiedi, con la predisposizione di  distanziatori su panchine e appendiabiti per garantire la distanza interpersonale di almeno un metro, la previsione di una doccia saponata prima dell’ingresso in vasca e verificare continuamente che il ricambio d’aria sia adeguato secondo quanto previsto dalle norme».

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