Castelfranco, serata di prosa e poesia con Tiziano Scarpa

"La parola non è solo inchiostro o schermo illuminato. La parola è anche voce. Ci sono pagine che scrivo tenendo conto anche del loro suono, mi sembra una conseguenza naturale leggerle in pubblico ad alta voce"

CASTELFRANCO VENETO Dopo il successo del primo incontro con il finalista Premio Campiello Francesco Targhetta, Lunedì 9 luglio alle 21.00 al giardino dell'Osteria Maniscalco, per il secondo appuntamento della rassegna letteraria estiva  LunediLuglio PorteAperte ospita a Castelfranco  Tiziano Scarpa , scrittore, drammaturgo e poeta già Premio Strega nel 2009.
Già ospite acclamato della RASSEGNA LETTERARIA Porte Aperte a Nordest nel 2014, Tiziano Scarpa torna a Castelfranco Veneto con i suoi ultimi libri: il romanzo "il cipiglio del gufo" (Einaudi, Supercoralli, 2018) e la raccolta di poesie "le nuvole e i soldi" (Einaudi, 2018), dai quali ci offrirà delle letture sceniche. Perchè abbiamo chiesto a Tiziano Scarpa di offrirci delle letture sceniche dai suoi ultimi libri? Vi rispondiamo con le sue parole: "La parola non è solo inchiostro o schermo illuminato. La parola è anche voce. Ci sono pagine che scrivo tenendo conto anche del loro suono, mi sembra una conseguenza naturale leggerle in pubblico ad alta voce." Aggiungiamo noi: le sue parole sono musica ed è un onore poterle ascoltare dalla viva voce del loro compositore. 

Veneziano, classe 1963, scrittore, romanziere, drammaturgo, poeta, Tiziano Scarpa è considerato una delle migliori penne che abbiamo oggi in Italia. Autore di decine di opere tra le quali ricordiamo:  Occhi sulla Graticola (Einaudi 1996 e 2005), Amore® (Einaudi 1998), Venezia è un pesce (Feltrinelli 2000), Corpo (Einaudi 2004), Groppi d'amore nella scuraglia (Einaudi 2005), Stabat Mater (Einaudi 2008, con il quale ha vinto il Premio Strega), La vita, non il mondo (Laterza 2010), Il brevetto del geco (Einaudi, 2016), Scarpa è inoltre autore di radiodrammi, testi teatrali e dei testi del libretto per l'opera lirica Fuori dai denti di Stefano Bassanese (1999) e negli anni Ottanta ha sceneggiato alcuni fumetti per Frigidaire. Ha collaborato con vari quotidiani e riviste.

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Il cipiglio del gufo Nella Venezia di oggi si ritrovano un vecchio telecronista di calcio che sta perdendo l'uso della parola, un professore di liceo con ambizioni troppo grandi e un giovane dai molti talenti a caccia di anziane signore facoltose. Hanno una vendetta da compiere, una famiglia da salvare e tante delusioni da riscattare. Sono pronti a cambiare sé stessi per amore o per soldi. Si lanciano nelle avventure piú inattese, fanno scelte comiche e dolorose. Ma questo romanzo sa come seguirli. Le nuvole e i soldi è la luce della concretezza a irradiare queste poesie: sono esperienze reali, come le circostanze in cui l'autore ha visto in faccia la morte; e poi la paura di diventare poveri, le tragedie famigliari, i figli non avuti, i fatti epocali, la cronaca spicciola. Anche quando è la fantasia a sprigionare le sue immagini, queste si stagliano in figure nitide, in personaggi e animali vividi: il delfino che salta e si reimmerge nelle onde del discorso; il guidatore della metro che non sa di essere seguito da una misteriosa teleferica… L'altra faccia di questa concretezza è l'attenzione alla materia solida della poesia, il linguaggio: risulta evidente nella serie di poesie in cui sono le parole stesse a parlare, dicendo «noi», ma anche nelle invenzioni tipografiche e metriche, nel pulsare percussivo o delicato dei loro accenti. Dalla meditazione all'epigramma in rima - cosí musicale da spingere quasi a canticchiarlo -, ognuna di queste poesie è profondamente fondata, motivata, impastata nella sua forma.

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