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Dopo 70 anni di storia l'asilo di Porcellengo cambia sede: verrà accorpato a Postioma

La sede della scuola d'infanzia di via Baracca diventerà un asilo nido. Una decisione, quella della parrocchia, che ha però incontrato l'opposizione del sindaco e delle famiglie

L'asilo di Porcellengo

Dal prossimo mese di settembre, dopo 70 anni di servizio, l’asilo parrocchiale di Porcellengo lascerà gli storici spazi della Scuola dell'infanzia "Casa per i figli del popolo" di via Baracca per accorparsi definitivamente all’asilo della Parrocchia di Postioma. Una scelta, quella presa in sinergia tra la Curia trevigiana e Don Graziano Santolin (reggente di entrambe le parrocchie), che segue la difficile situazione economica dell’asilo di Porcellengo che presenta oggi un deficit di bilancio di ben 46mila euro.

«Il calo delle nascite, e di conseguenza delle iscrizioni, ci ha portato ad una scelta sofferta ma inevitabile – dichiara Don Graziano – Negli ultimi due anni abbiamo vagliato tutte le ipotesi possibili, ma la sostenibilità economica della struttura era enormemente a rischio sul lungo periodo». Di opinione diametralmente opposta, invece, un nutrito gruppo di genitori che fin da settembre 2020 si è a più riprese schierato contro il progetto di accorpamento dell’asilo di Porcellengo a quello di Postioma: «Quello che Don Graziano chiama “trasferimento” della scuola d’infanzia per noi famiglie è, di fatto, una chiusura a tutti gli effetti – afferma decisa Roberta Bardin, mamma di un piccolo ospite dell’asilo – Per evitare questa insensata scelta, come genitori abbiamo percorso ogni strada plausibile, arrivando persino ad una raccolta delle firme dei genitori dei bambini attualmente iscritti nella quale abbiamo espresso, alla Parrocchia ed alla Curia, la nostra volontà di rimanere a Porcellengo». «Inoltre, in soli cinque giorni abbiamo anche raccolto 400 firme di cittadini che ci sostengono nella nostra richiesta, ovvero quella di mantenere ancora in vita la scuola, magari dandola in gestione ad una cooperativa specializzata che sarebbe anche già pronta a subentrare – continua Roberta – Purtroppo, però, le nostre proposte non hanno mai trovato terreno fertile, nonostante al nostro fianco ci fossero anche degli imprenditori intenzionati ad investire».

Nel tempo, vista la preoccupazione per le sorti economiche della scuola, i genitori si sono anche prodigati con delle raccolte fondi tramite la vendita di ceste natalizie, dolci e calendari, «ma nonostante la loro buona fede, e il gesto assolutamente lodevole, quanto da loro raccolto ha aiutato solo temporaneamente la scuola, non risolvendo perciò il problema economico sul lungo termine» chiosa Don Graziano. Rammaricato, poi, il sindaco di Paese, Katia Uberti: «Ho appreso con dispiacere la decisione sull’accorpamento degli asili di Porcellengo e Postioma. Come Amministrazione comunale, infatti, abbiamo sempre fatto tutto il possibile per cercare di trovare una soluzione che andasse bene a tutti, ma purtroppo sono state prese scelte diverse. Pur rispettando la Curia e Don Graziano, noi siamo comunque a fianco dei genitori visto anche che ogni anno, per le nostre cinque scuole, eroghiamo ben 320mila euro, con un versamento indiretto pro capite per le famiglie di 729 euro, ben al di sopra della media provinciale che si attesta sui 600 euro. Proprio per questo speravo si potesse evitare tutto ciò, ma evidentemente non è stato possibile».

In ogni caso, se da un lato Porcellengo perderà la storica sede della scuola d’infanzia, dall’altro vedrà comunque la nascita di un nuovo asilo nido aperto a tutte le parrocchie limitrofe (e nella medesima struttura di via Baracca), per una progettualità pensata sui prossimi dieci anni.

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