Venerdì, 30 Luglio 2021

Treviso, 144 poliziotti in pensione nei prossimi sei anni: «Sicurezza a rischio»

Il personale di Polizia della Questura di Treviso è diminuito del 28,7% dal 2011 a oggi. Giovedì 22 luglio i dati presentati dal sindacato di polizia Silp Cgil: «Servono subito nuove assunzioni»

Giovedì 22 luglio, all'auditorium della Cgil di Treviso, il sindacato di polizia Silp Cgil ha presentato le carenze di organico che la Polizia di Stato trevigiana soffre ormai da un decennio a questa parte a causa di tagli e mancate assunzioni. 

Una fotografia impietosa quanto precisa, che evidenzia quanto sia ormai più che necessario il recupero dei posti di lavoro vacanti, a causa dei pensionamenti, e il potenziamento dell’organico della Polizia di Stato nella Marca Trevigiana. Presenti all'incontro, Giovanna Gagliardi per il Silp Cgil di Trevis, il Segretario generale della Cgil di Treviso, Mauro Visentin, e la Segretaria generale della Fp Cgil di Treviso, Marta Casarin.

I dati

Entro i prossimi sei anni andranno sicuramente in pensione altri 144 dipendenti, il 32,7% della forza lavoro attuale. Di questi ben 100 sono attualmente in servizio in Questura che, avendo già perso 97 dipendenti andati in pensione, si troverebbe in sedici anni a perdere due terzi della forza lavoro. L’età media dei poliziotti nella Marca è di 48 anni. Solo i 50enni rappresentano metà dell’organico, i 40enni il 28 per cento, mentre appena un poliziotto su cinque ha meno di 30 anni. Nella Marca è attualmente in servizio un agente ogni 1.990 abitanti: se l’organico non verrà potenziato, fra sei anni il rapporto sarà di 1 a 2.954.

La crescita della popolazione (+14.500 unità in 9 anni) ha comportato un significativo aumento del carico di lavoro: dalla prevenzione alla repressione dei reati, dall’ordine alla sicurezza pubblica. Alle Polizia di Stato competono inoltre una serie di attività amministrative, fra cui licenze, autorizzazioni e passaporti. Nel periodo di riferimento, è cresciuta anche la popolazione con cittadinanza straniera, dalle circa 10mila unità del 2010 alle 11417 del 2019, comportando un incremento del tempo di lavoro da dedicare alla gestione dei permessi di soggiorno. Complessivamente, alla crescita della popolazione è corrisposto un netto calo dell’organico della Polizia di Stato. Questa carenza crea difficoltà alla complessiva macchina della Sicurezza sul territorio, allo svolgimento di tutte le attività amministrative interne e di quelle rivolte alla cittadinanza. Lo stesso problema, infatti, riguarda anche il personale dell’Amministrazione Civile dell’Interno, pesantemente interessato dai tagli imposti al pubblico impiego nel corso degli anni con il blocco delle assunzioni, con il rischio di non riuscire a erogare i servizi pubblici di competenza. Nel 2011 l’Amministrazione Civile della questura di Treviso poteva contare su un organico di 50 persone: oggi, a distanza di dieci anni, sono 42. Di queste 42 solo 35 sono effettivamente in servizio, in quanto due sono in procinto di andare in pensione, uno è in distacco alla polizia stradale, tre lavorano al commissariato di Conegliano e uno non è in servizio per motivi personali.

Riportare i dipendenti Polaria al Canova

La carenza di organico si fa sentire anche all’aeroporto, che a giugno ha riaperto dopo 15 mesi di stop imposto dalla pandemia. In un solo mese sono transitati più di 90mila passeggeri, che potrebbero presto crescere e arrivare ai 3,3 milioni annui registrati prima del Covid. Nonostante il grande flusso che permea l’aeroporto, quattro dipendenti della Polizia di Frontiera di Treviso sono ancora aggregati alla Frontiera terrestre di Trieste. Quattro lavoratori che pesano come un macigno, considerando che l’organico complessivo è di sole 50 unità, delle quali ben 42 impiegate nelle insostituibili attività di controllo. La ritrovata piena efficienza di volo impone il ritorno immediato dei quattro dipendenti all’organico di Polizia trevigiano, anche considerando il sicuro aumento delle esigenze di servizio connesse con i piani di sviluppo dei soggetti economici operanti nello scalo. Dall’anno scorso i dipendenti in servizio al “Canova” sono diminuiti di 6 unità, alle quali si aggungono le 4 aggregate a Trieste. Sono quindi 10 i poliziotti in meno all’aeroporto, nonostante l’arrivo della base operativa di Ryanair e la programmazione di voli sensibili, come quelli da e per Tel Aviv. E’ dunque necessario potenziare tempestivamente l’Ufficio di Frontiera Aerea di Treviso.

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