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Uno dei sit-in in passato organizzato dai Veneto Imprese Unite

Uno dei sit-in in passato organizzato dai Veneto Imprese Unite

Infiltrazioni mafiose nella Marca, in Prefettura un vertice con gli imprenditori

Andrea Penzo Aiello, presidente di Veneto Imprese Unite: «Bisogna contingentare le licenze dei pubblici esercizi per evitare che aziende con fondi di dubbia provenienza investano nell’apertura di bar e ristoranti in locali rimasti vuoti»

«Giovedì mattina abbiamo avuto il piacere di partecipare nuovamente al tavolo di lavoro di monitoraggio riguardo il disagio sociale ed economico sul territorio. Tra gli altri erano presenti, oltre al Prefetto di Treviso, i vertici della Camera di commercio di TV e Belluno, ABI Veneto, Banca d’Italia, il presidente Anci Veneto Mario Conte, il colonnello De Giacomo della Guardia di Finanza, il colonnello dei carabinieri Serlenga, l’Ordine dei commercialisti nella persona di David Moro e anche diverse associazioni di categoria. Il tema della riunione si è incentrato sul monitoraggio e sulla prevenzione di possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nelle imprese in difficoltà». A dirlo è Andrea Penzo Aiello, presidente di Veneto Imprese Unite.

«Abbiamo tutti convenuto che sia fondamentale fare gioco di squadra tra Istituzioni, forze dell’ordine ed associazioni di categoria per cercare così di facilitare la denuncia da parte delle imprese avvicinate dalla criminalità organizzata, così come per prevenire le proposte d’acquisto delle attività stesse e per stanziare prestiti che sopperiscano alle mancate elargizioni degli istituti bancari. Dal canto loro, le forze dell’ordine hanno fatto sapere che incrementeranno il monitoraggio dei segnali che potrebbero lasciar intendere situazioni critiche, come ad esempio, aperture di aziende e ditte individuali in settori in particolare difficoltà o in settori soggetti ai futuri fondi derivanti dal Recovery Fund, avvicendamenti strani tra soci e legali rappresentanti in aziende già tenute sotto osservazione» continua Penzo Aiello.

«Le associazioni del mondo dell’artigianato, inoltre, hanno fatto emergere la necessità di un monitoraggio anche nel mondo dell’edilizia, soprattutto riguardo i problemi legati agli approvvigionamenti delle materie prime, situazioni che quindi lasciano terreno fertile alla criminalità organizzata considerata la quasi impossibilità del momento di reperire facilmente tali prodotti. Molto importante, e completamente condivisibile, è stata anche la riflessione del presidente Anci Veneto, Mario Conte, che ha evidenziato la necessità impellente di accelerare il più possibile la riapertura normalizzata di tutte le attività, fatto che diminuirebbe la necessità delle aziende di andare alla ricerca di fondi per mantenere le proprie aziende,  limitando così  la ricerca di prestiti illegali».

«Con il nostro intervento invece abbiamo voluto porre l’attenzione su quella che potrebbe essere una reale e concreta azione atta a diminuire la possibilità di essere avvicinati dalla criminalità organizzata, mozione che  avevamo già presentato al sottosegretario Durigon durante la riunione al MEF di lunedì scorso proponendo la sospensione, almeno temporanea (per almeno 3-5 anni) della legge Bersani-Visco - chiosa Penzo Aiello - Tornare infatti a contingentare le licenze, specialmente nel mondo dei pubblici esercizi, permetterebbe di evitare che aziende con fondi di dubbia provenienza investano, appena verranno sbloccati gli sfratti, nell’apertura di bar e ristoranti nei locali rimasti a quel punto vuoti. Basterebbe infatti fare una semplice richiesta di nuova licenza per aprire una nuova attività di ristorazione che potrebbe servire come punto di riciclaggio di denaro illegale. Inoltre, queste nuove attività se non contingentate, andrebbero a generare ulteriore concorrenza alle aziende sane che hanno lottato per tutti questi mesi per riuscire a salvare la propria attività. È inoltre da tenere in considerazione che l’avviamento per molti imprenditori è l’unica buona uscita cedibile una volta cessata l’attività per recuperare parte della liquidità investita negli anni».

«Dopo più di un anno di limitazioni, però, il valore delle nostre aziende è ovviamente diminuito di pari passo al calo di fatturato e potrebbero tornare ad avere un valore degno del lavoro svolto in anni di attività solo se si bloccasse il rilascio di nuove licenze. Siamo consapevoli che sospendere la Bersani-Visco vada contro ai patti sul libero mercato imposti dall’UE, ma va anche tenuto presente che già con il Temporary Framework l’UE ha derogato in virtù dell’emergenza e per un tempo limitato a uno dei capisaldi dei patti comunitari, dunque con questo precedente dovrebbe essere più facile ragionare su una deroga per un nuovo contingentamento temporaneo delle licenze, che sarebbe fondamentale vista la gravissima crisi economica in cui versa il paese. Siamo sicuri che portare avanti questo tipo di tavolo sia prioritario ed auspichiamo che il report che porterà il Prefetto al Ministero potrà essere un ulteriore spunto per correggere le decisioni fino ad ora prese dal Governo» conclude il presidente di Veneto Imprese Unite.

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