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Premio Gambrinus Mazzotti: vincono Carlo Pizzati e Brunello Cucinelli

Cucinelli, riconosciuto come il “re del cachemire” ma anche come teorizzatore del “capitalismo umanistico” applicato all'impresa: “Coniugare impresa e territorio, mettendo la prima al servizio del secondo, è possibile anche in Veneto”

Con 26 voti su 40, espressi in diretta nel corso della cerimonia conclusiva del XXXIX Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” svoltasi sabato 20 novembre nella Sala Borsa della Camera di Commercio di Treviso e Belluno | Dolomiti, la Consulta dei Lettori ha decretato il vincitore del Super Premio “La Voce dei Lettori”, scegliendo l’opera preferita tra le vincitrici delle tre sezioni di gara: si tratta de “La tigre e il drone. Il continente indiano tra divinità e robot, rivoluzioni e crisi climatiche” (Marsilio, 2020) di Carlo Pizzati, già selezionato dalla Giuria per la Sezione “Esplorazione-Viaggi”. Il libro è stato preferito a “La montagna calabrese” (Rubbettino Editore, 2020), a cura di Giovanna De Sensi Sestito e Tonino Ceravolo, opera vincitrice nella Sezione “Montagna: cultura e civiltà”, e a “Le acque agitate della patria. L’industrializzazione del Piave (1882 – 1966)” (Viella Editrice, 2020) di Giacomo Bonan, volume selezionato nella Sezione “Finestra sulle Venezie”.

Giornalista e scrittore, Carlo Pizzati è nato a Ginevra (Svizzera) nel 1966, è cresciuto a Valdagno, in provincia di Vicenza. Nel 1982 si è trasferito a Pensacola (Florida) dove si è diplomato, si è laureato in Scienze Politiche ed Economia all’American University di Washington D.C. e nel 1989 ha conseguito un Master in Giornalismo presso la Columbia University di New York. Vive in Asia da più di dieci anni, nei pressi di un villaggio di pescatori in Tamil Nadu, in India. Scrive per La Repubblica e La Stampa. È stato a lungo inviato da New York, Messico, Irlanda del Nord, Buenos Aires, Madrid e Chennai. Già autore televisivo di Report con Milena Gabanelli su Rai 3, ha condotto Omnibus su La7. È autore di romanzi, saggi e reportage pubblicati in diverse lingue.

“La tigre e il drone” è una vasta antologia critica di luoghi, persone, idee, interrogativi e riflessioni che attraversano l’immenso continente asiatico con speciale attenzione ad alcuni paesi, in particolare l’India. È un potente e aggiornato contributo utile a costruire una visione dell’Asia adeguata alla impressionante varietà di culture, linguaggi, scale di valori, modi di stare al mondo, agenti nel più vasto spazio di territori e di relazioni umane del nostro pianeta, coesistenti in una sorprendente e spesso non pacifica compre senza di condizioni arcaiche e tensioni innovative. L’autore si muove a suo agio in questo labirinto, parlando in modo diretto e ragionando con noi lettori di 111 aneddoti raccolti in quattro aree tematiche: religione, ambiente, diritti civili, tecnologia. E lo fa sulla scorta di una lunga consuetudine asiatica, di lavoro, di viaggio, insomma di vita. “Bisogna guardare ad Oriente per vedere il futuro – ha dichiarato Pizzati – e anche il Veneto, nel quale sono cresciuto, può imparare dall’Asia: dal Giappone, dove vi è un’etica del lavoro simile, potrebbe imparare, o anche solo risvegliare, il senso di comunità, mentre dall’India potrebbe mutuare la capacità di riconoscere quando è il momento di lasciare andare le cose senza ostinarsi”.

Dal ritmo accelerato dello sviluppo dell’India e dell’Asia al ritmo slow e sostenibile dell’Umbria di Brunello Cucinelli, imprenditore che è riuscito a declinare il lusso made in Italy in chiave etica, creando nel borgo medievale di Solomeo (in provincia di Perugia) un nuovo modo di fare business, che lui chiama "capitalismo umanistico", premiato con l’Honoris Causa. “Il mio sogno – ha spiegato – era lavorare per la dignità del territorio e dell’essere umano. Ciò che abbiamo messo in pratica nel borgo trecentesco di Solimeo può essere possibile anche qui da voi, che è siete una bellissima regione. Il vostro Veneto pieno di aziende, di prodotti di qualità, di persone laboriose è una terra speciale, qui si sente il rinascimento italiano, abbiate fiducia”. Tra i molti motivi che hanno reso Cucinelli una figura nota e ammirata in questi anni c’è il suo sforzo di trovare un senso a ciò che facciamo. Ha iniziato a parlare di dignità (anche economica) del lavoro artigianale e di attenzione e tutela dell’ambiente da parte di tutti – singole persone e aziende – quando in pochi ne parlavano, forse proprio per timore di essere tacciati di idealismo o, peggio, di essere scambiati per sognatori. 

In oltre quarant’anni ha costruito un’azienda e un marchio made in Italy di alta gamma, diventati oggi globali, ma ha anche creato una struttura produttiva diffusa, si è impegnato a preservare il patrimonio artigianale, artistico e culturale della sua regione e non solo. Ha costruito scuole e laboratori. Ha dimostrato che un modello di “fabbrica”, di “produzione”, più rispettoso delle persone e dell’ambiente è possibile. A fine ottobre ha presentato il progetto della Biblioteca Universale di Solomeo, in Umbria, che sarà costruita entro il 2024 nella ex villa settecentesca Guidarello e punta ad accogliere gran parte dello scibile umano, dando la priorità a filosofia, architettura, letteratura, poesia e artigianato, ma non solo, perché per Cucinelli “fondare biblioteche è come costruire granai pubblici”.

"Mi piace sognare - ha scritto l’imprenditore - che le generazioni future potranno vivere dove riterranno di riconoscere la loro patria, e avranno il mondo intero come scelta libera. Se sapranno vedere nelle grandi migrazioni delle genti un’opportunità piuttosto che un pericolo. Se per loro la riparazione e il riuso degli oggetti prevarrà sulla tentazione dello scarto. Se lo Stato e le leggi non saranno ritenuti obblighi imposti ma mezzi di vita civile da rispettare per una vita più giusta. Se sapranno sviluppare tecnologia e umanità come sorelle amabili. Se ogni angolo del pianeta sarà considerato patrimonio di tutti e di ciascuno. Se sapranno considerare i libri come i granai dell’anima, saranno felici. Tale è il contratto sociale che mi piacerebbe stipulare con il Creato, tale l’aiuto che sento di voler dare come risposta amabile ad un custode così premuroso. Grazie, che il Creato illumini il nostro cammino”.

“Ringrazio tutta l'organizzazione del Premio Gambrinus Mazzotti – ha dichiarato Mario Pozza, presidente della Camera di Commercio di Treviso e Belluno | Dolomiti - per l'ottima riuscita della manifestazione che porta da sempre a Treviso cultura, voglia di leggere e nuove ispirazioni per nuovi scrittori. La Camera di Commercio è sede dei saperi del fare impresa che sono sempre ispirati da una visione, da un'idea, da un'esperienza di incontri come lo sono gli scrittori quando tracciano una nuova storia. La Camera di Commercio promuove i saperi e oggi plaude al lavoro dei vincitori e di tutti coloro che hanno concorso al Premio Gambrinus Mazzotti”.

“La nostra presenza al Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” segue la lunga e consolidata tradizione di sostegno allo sviluppo non solo economico, ma anche culturale e sociale, con lo scopo di valorizzare la storia, le tradizioni e il patrimonio artistico dei territori. - sottolinea Rodolfo Laforgia, responsabile area retail Veneto Est e Friuli Venezia Giulia Intesa Sanpaolo – È stato un onore per noi partecipare alla premiazione e condividere con i vincitori l’emozione di un riconoscimento così importante”.

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