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Niente presepe alle scuole elementari: «Segno di rispetto per i bimbi stranieri»

Silvia Rizzotto commenta con toni durissimi la decisione presa dalla dirigenza della scuola primaria Marco Polo a Mogliano Veneto di non allestire il presepe scolastico

«Ogni anno, a Natale, è sempre la stessa pantomima: qualche fenomeno che decide di togliere alberi di Natale e presepi dalle scuole, vietare le recite scolastiche a tema, in nome della sensibilità e di un finto perbenismo che fanno comodo solo alla sinistra ed ai radical chic che non sanno più cos'altro inventarsi per passare le 24 ore delle loro tristi e vuote giornate. E intanto perdiamo per strada pezzi imprescindibili delle nostre radici, della nostra storia e della nostra tradizione. Le scuole dovrebbero insegnare e raccontare a tutti, tutte le tradizioni culturali di ogni Paese, invece di cancellarle con un colpo di spugna quasi fossero una macchia di cui vergognarsi».

È il commento della trevigiana Silvia Rizzotto, capogruppo per la Lista Zaia, alla decisione presa all'Istituto elementare Zerman di Mogliano Veneto : vietare il presepe di Natale, per rispetto verso i bambini stranieri frequentanti il plesso scolastico. «Non mi soffermo neppure a contare quanti sono, i bambini stranieri o di altre nazionalità, che studiano presso la Zerman; non è questo il nocciolo della questione. Possono essere uno, due, cento, o mille. Qui stiamo parlando del presepe, un simbolo di pace ed unità universale, che affonda le sue radici nella nostra storia e nella memoria di tutta la società italiana. E, visto che qui siamo in Italia e, visto che le famiglie che emigrano verso il nostro Paese sanno bene che stanno lasciando la loro terra per la nostra, vanno illustrate loro le nostre usanze. A scuola, poi, si devono usare queste consuetudini come fossero il collante tra i vari bambini; in questo caso, invece, gli insegnanti, i dirigenti, chiunque di questi adulti di ruolo abbia deciso per impedire ai piccoli di realizzare il presepe, sta creando divisione, disprezzo, razzismo e disintegrazione. Non si devono permettere di far diventare i piccoli studenti, il "danno collaterale" delle loro battaglie politiche e delle loro sterili polemiche».

Rizzotto chiude senza mezzi termini e tranchant: «Ovviamente saltiamo direttamente a piè pari il capitolo "Ministro dell'Istruzione Fioramonti" e passiamo oltre; non si può chiedere ad un rappresentante delle Istituzioni che si dedica a giustificare gli scioperi degli studenti e che auspica di eliminare definitivamente i crocefissi dalle aule scolastiche, di intervenire con il pugno di ferro in queste cose. Non pervenuto! Un accorato e spontaneo appello, però, lo faccio: per tutte le famiglie straniere che non apprezzano la nostra storia e per tutti coloro che si travestono da paladini dell'antirazzismo, da sardine, da gretini o da terzomondisti 4.0, gli aeroporti sono tanti e ben distribuiti; di voli capienti per espatriare dall'Italia e liberarci della vostra presenza ce n'è per ogni meta! Facciamo volentieri a meno delle vostre dittatoriali imposizioni».

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