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Il Governatore Zaia promuove il presepe vivente inclusivo di Don Mauro Gazzelli

In questa seconda edizione le postazioni del presepe vivente, diretto da Loredana Dridani, sono raddoppiate mentre sono stati più di mille i visitatori

Numeri importanti anche per la seconda rappresentazione del Presepe Vivente Inclusivo, tenutosi a Cessalto nella giornata di sabato. Inaugurato dal Vescovo Corrado Pizziolo il giorno di Santo Stefano, era presente anche padre Mario Favretto del Santuario di Motta. In questa seconda edizione, promossa anche dal Governatore del Veneto Luca Zaia, le postazioni del presepe vivente, diretto da Loredana Dridani, sono raddoppiate mentre sono stati più di mille i visitatori. Proprio per questo, e per le numerose richieste, è stato deciso di effettuare una terza rappresentazione nella giornata di sabato 11 gennaio dalle 17 alle 19.

Toccanti le parole di Don Mauro Gazzelli, seguite da quelle del sindaco di Cessalto Luciano Franzin. Aperto ritualmente alle ore 17, il presepe è stato visitato da un flusso continuo di persone fino alle 19. Il presepe non ha mancato anche per questa seconda rappresentazione  di suscitare stupore fra i visitatori, per la cura con cui è stata praticamente ricostruita la Gerusalemme di 2000 anni fa, oltre per il fatto di essere completamente accessibile grazie alla direzione artistica di Loredana Dridani. Soddisfatti anche i rappresentanti delle associazioni che hanno prestato il loro apporto alla realizzazione dell'opera, ovvero Daniele Furlan (coordinatore del Comitato Melograno), Cristiano Viotto (Presidente di Solo per il Bene) e Sonia Ronchese (Presidente del neo-costituito Circolo Culturale San Michele Arcangelo), i quali ancora una volta hanno sottolineato come con questa iniziativa si sia voluto praticare un molteplice recupero valoriale: da un lato il valore religioso del presepe come tradizione cristiana istituita da San Francesco, dall'altro il valore della comunità poiché tutta la popolazione cessaltina ha in qualche modo partecipato alla sua realizzazione, ed infine il valore della persona in quanto tale come principio assoluto, quindi anche delle persone con disabilità, senza distinzioni di sorta.

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